«La Regione rispetti e faccia rispettare la legge.»

Approda in Parlamento la travagliata vicenda dell’approvazione da parte del Comune di Nuoro del Rendiconto di gestione 2017. Il deputato nuorese dei Cinquestelle Alberto Manca (foto in alto) ha, infatti, presentato un’interrogazione ai ministri dell’Economia e finanze puntando direttamente il dito anche contro la Regione  segnalando «gravi violazioni di legge alla base del mancato scioglimento del Consiglio comunale» e sollecitando « l’avvio di indagini ispettive in relazione alla situazione contabile del Comune di Nuoro»

Ecco il testo del documento clicca qui interrogazione

In un comunicato stampa Alberto Manca ricorda che «è ormai noto a tutti il grave e reiterato ritardo dell’amministrazione comunale di Nuoro nell’approvazione del rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2017 (scadenza: 30 aprile 2018). Dopo aver concesso un ampio margine di tempo per rimediare, finalmente l’assessore Erriu lo scorso 18 settembre intimava all’amministrazione comunale di Nuoro (e le altre nella medesima situazione) di adempiere alla deliberazione del rendiconto di gestione 2017, attraverso il decreto n° 12 (prot. n° 4374). Il termine di 20 giorni, stabilito a pena di commissariamento e scioglimento dell’amministrazione comunale, non ha però portato alla tanto agognata approvazione del bilancio, tanto che il sindaco Soddu ha disatteso il proprio obbligo con le rocambolesche modalità già note alle cronache (mancata presentazione dello schema di rendiconto al Consiglio, mancata acquisizione nei termini del parere del Collegio dei Revisori dei conti ecc.)».

Quindi il deputato dei Cinquestelle attacca direttamente la Regione che ha competenza primaria sul controllo degli enti locali e l’assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu. «Il compimento di tale termine di per sé integra gli estremi per la nomina di un commissario per la predisposizione d’ufficio del bilancio e la sottoposizione dello stesso al Consiglio (art. 141 comma 2 TUEL). Ma evidentemente – scrive MancaErriu ha ritenuto svantaggioso (per chi?) staccare la spina al sindaco “amico”, leader di una maggioranza (si fa per dire) moribonda e deficitaria. Tanto che, in modo irrituale e in palese contrasto tanto con la normativa di settore quanto con quanto decretato dallo stesso Assessore poco più di un mese prima, il 29 ottobre è venuto in soccorso di Soddu, emanando un nuovo decreto (n° 14, prot. 5125) di diffida ad adempiere, stavolta con scadenza fissata in data 8 novembre 2018. A ben vedere – continua il deputato dei Cinquestelle –  non solo la legge ed il precedente decreto dello stesso Erriu, ma anche ragioni di buon senso e di opportunità politica imponevano la scelta opposta, cioè un rapido avvio delle procedure di commissariamento e successivo scioglimento del Consiglio comunale del capoluogo barbaricino. Ma si sa, gli esponenti del Partito Democratico confondono facilmente l’opportunità politica con l’opportunismo politico. Cosa dobbiamo aspettarci adesso che è nota l’impossibilità di arrivare ad un’approvazione del bilancio entro la data stabilita nell’ultima diffida? Il parere sullo schema di rendiconto da parte Collegio dei Revisori dei conti è stato infatti rilasciato solo il 27 ottobre, pertanto non vi è un margine di tempo sufficiente per approvare il bilancio entro il termine decretato (8 novembre), atteso che il parere dei revisori è da considerarsi parte integrante della proposta di delibera e come tale deve essere messo a disposizione dei consiglieri almeno venti giorni prima dell’inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto (art. 227 comma 2 Testo Unico degli Enti Locali)».

In realtà dalla maggioranza è arrivata una prima risposto, anticipando la seduta del Consiglio al 7 novembre (https://www.ortobene.net/rendiconto-2017-la-maggioranza-forza-tempi/). Il mancato rispetto della legge si fonderebbe su una controversa sentenza del Consiglio di Stato. Le opposizioni in rivolta in queste ore stanno decidendo sul da farsi. Intanto Alberto Manca fa sapere che «approvare il bilancio “a colpi di maggioranza”, senza aver concesso alle minoranze un congruo lasso di tempo per esaminare il suddetto parere, costituirebbe una grave lesione alle prerogative istituzionali del mandato consiliare, della quale l’assessore Erriu sarebbe corresponsabile»

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