La prodigalità dell’Amore di Dio

«Dove sei?», è la domanda che il Creatore rivolse ad Adamo, impaurito e nascosto dopo il peccato, ma è la domanda che oggi è rivolta anche a ciascuno di noi: Dove sei? Nella solennità dell’Immacolata concezione di Maria, la Parola che la Chiesa ci dona, viene a fugare la paura di non essere amabili di fronte a Dio e a liberarci dai nostri tentativi maldestri di sottrarci al Suo sguardo misericordioso. Ecco il luogo spirituale e vitale in cui per grazia ci troviamo, ci muoviamo ed esistiamo: “Cristo”.
Insieme all’apostolo Paolo, il cuore prorompe nell’esultanza, per la sovrabbondante benedizione di «Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Infatti, «in Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo».
Dall’eternità eletti in Cristo, resi destinatari della prodigalità dell’amore del Padre, scelti peressere «santi e immacolati di fronte a Lui nella carità», cioè conformati a Cristo, plasmati dai suoi sentimenti, «figli nel Figlio ». Celebrare l’Immacolata è l’occasione propizia per gioire della vittoria dell’Amore sul peccato, non tanto perché il peccato è sanato dalla misericordia, ma perché Dio che è amore, è prima della creazione del mondo, prima del peccato, il suo grembo di amore è aperto dall’eternità, come luogo di vita e di salvezza per tutti. Il Suo Amore ci precede, ci accompagna e ci supera.
Maria pensata, eletta e preservata dal peccato è segno vivo e parte luminosa di questo Amore per noi. Con il suo “Sì”, ci insegna come, attraverso la nostra risposta alla chiamata dell’Altissimo, la salvezza si attua nella storia dell’Umanità anche attraverso la nostra esistenza.
L’evangelista Luca narrando l’Annunciazione del Signore, sembra evidenziare come l’arcangelo Gabriele raggiunga Maria sicuro di trovarla, lì, nella quotidianità della vita di Nazaret, nella sua casa, promessa
sposa di Giuseppe pronta a compiere la volontà di Dio.
Maria si lascia turbare dall’annuncio della divina maternità. È un turbamento differente dalla paura dei nostri progenitori, nel libro della Genesi, che, paradossalmente, scelsero di disobbedire a Dio per essere come lui. Maria, obbedisce docile, non accoglie passivamente la Parola, ma s’interessa per attuarla con tutta sé stessa. Si fa adombrare dalla Potenza dell’Altissimo, entrando nel Mistero con fede ardente. Dopo la risposta piena, «ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua Parola», il brano evangelico termina: «l’angelo si allontanò da lei».
Sì, ora, il Signore viene a bussare alla porta del tuo cuore, per continuare nella tua vita quell’Annuncio. Stare di fronte a Gesù e in Lui nella preghiera, nell’ascolto della Parola, nella carità, permetterà allo Spirito Santo di plasmarci interiormente, di renderci come un’umanità aggiunta, un prolungamento di Cristo, in cui Egli rinnovi tutto il Suo Mistero e come Maria di essere un Avvento, una lieta notizia, per chi ci vive accanto.
Vergine Immacolata, Madre dolcissima, intercedi per noi!

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