La notte dei ricercatori

Notte doveva essere e notte s’è fatta davvero, oltre l’una per l’evento Moon (Luna ndr)2017. Con il talk show “Archimede e la fuga dei cervelli” (vedi colonnino accanto) si è conclusa la sesta edizione della Notte dei Ricercatori, evento organizzato dallo Sportello Europe Direct del Comune di Nuoro guidato dall’instancabile Salvatore Boeddu, aiutato dal suo affiatato e altrettanto inesauribile staff. Un susseguirsi di incontri, eventi, dimostrazioni, a partire dal mattino con una sessione interamente dedicata agli studenti degli istituti cittadini con le loro esperienze di Alternanza scuola lavoro, A Scuola di Open Coesione (il programma che promuove principi di cittadinanza attiva e consapevole mediante utilizzo dei dati aperti, data journalism e monitoraggio civico), e con i laboratori linguistici nella Giornata Europea delle lingue.
Nel pomeriggio e fino a tarda sera l’incontro e le visite con gli allestimenti divulgativi e scientifici di Forestas, Itis Giua di Cagliari, Ailun e Make in Nuoro, Assl Nuoro, Consorzio Universitario di Nuoro, Associazione Astronomica e Museo Aecheologico e progetto Tanca Manna, Math & Gym. Nel corso della giornata anche cinque forum su temi importanti come il piano di riqualificazione delle periferie, le nuove scoperte archeologiche (il ritrovamento di Sisaia, un mistero lungo 4000 anni, raccontato dal Gruppo Grotte nuorese), l’Agricoltura 4.0 (su ricerca, innovazione e tecnologia nel comparto agro forestale), il grano del futuro (dedicato alla coltivazione del monococco), la ricerca avanzata dell’azienda sanitaria di Nuoro. Tutti momenti che hanno favorito lo scambio di esperienze e professionalità, come è avvenuto per il forum Agrcoltura tra l’esperto di CNH Industrial (mezzi agricoli del gruppo Fiat) l’ingegnere nuorese Francesco Pintore che lavora a Modena e i docenti dell’Università di Sassari.
Poco dopo mezzanotte è toccato a Massimo Mancini, coordinatore della candidatura di Nuoro a Capitale italiana della Cultura, presentare il progetto e renderne note le motivazioni (illustrate nell’articolo accanto), accompagnato dall’assessore alla Cultura Sebastian Cocco. Svelate quindi le collaborazioni con lo scrittore Marcello Fois – quasi un romanzo su Nuoro il suo contributo – con Manuelle Mureddu, la Bottega Artigiana Metalli dei fratelli Bruno, Progetto A Diosa e con Gavino Murgia, autore della musica che accompagna e fa da colonna sonora alla candidatura. È stata anche lanciata una manifestazione di interesse per decidere lo slogan e il logo Nuoro2020.

La terza e ultima parte della manifestazione è stata dedicata al racconto di migrazioni e cervelli in fuga ma non solo, grazie a collegamenti via Skype la dottoressa Maria Cristina Carta ha coinvolto due giovani protagonisti della Summer school organizzata dal Consorzio universitario, primo evento internazionale in Sardegna in materia di diritti umani. Ma andiamo con ordine, è toccato all’associazione ProPositivo e a Maura Fancello presentare la Mappa dei talenti locali, una ricerca – per ora limitata all’area del Marghine Planargia – che ha offerto un’immagine plastica della destinazione dei nostri cervelli nel mondo. Principali dati emersi: in termini di formazione, il 71% dei rispondenti risulta laureato, con profili altamente qualificati. Interessante, e da approfondire, il dato relativo al legame con l’Isola: da una parte oltre il 68% degli emigrati vorrebbe poter tornare a vivere in Sardegna, per contro, il 72% manifesta forte scetticismo circa la possibilità che tale rientro si possa realmente concretizzare.
Giuseppe Corrias, di Arzana, in collegamento Skype da New York ha parlato del suo lavoro di ricerca sul cancro. Corrias, marito e padre, radiologo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, sta sperimentando l’importanza del lavoro di ricerca in team e dei frutti che ne derivino, al di là dei finanziamenti disponibili. Una ricetta da esportare.
È stato possibile poi raggiungere due giovani che hanno frequentato la Summer school sul Futuro dei diritti umani organizzata dal Consorzio universitario nuorese, cattedra di diritto dell’Unione europea e di tutela internazionale dei diritti umani tenuta dalla professoressa Gabriella Ferranti e dalla dottoressa Maria Cristina Carta del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari. Due storie esemplari che dicono il valore dell’esperienza maturata a Nuoro: Ngalula Tumba, congolese, laureato a Roma in Filosofia delle religioni, vive ora a Monaco di Baviera, dove lavora come interprete e mediatore culturale per i rifugiati traumatizzati. Ha esperienza a Kamenga come volontario in carcere.
Alessia Monne, di Onifai, si trova a Ribeirão Preto e frequenta, grazie al programma Ulisse – gemello del più famoso Erasmus, ma che offre la possibilità di uscire dall’Europa – l’università di San Paolo e sta portando a termine una tesi sul tema della lotta alla tratta di esseri umani. Un’idea, questa, maturata proprio grazie alla Summer school sui diritti umani e al viaggio a Strasburgo compiuto insieme ad altri colleghi dell’università nuorese. Allora è vero che le opportunità possono nascere anche da qui.

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