La morte di don Giuseppe Meloni

Il Vescovo e tutto il presbiterio si uniscono nella preghiera al dolore dei familiari di don Giuseppe Meloni, deceduto questa mattina, nella sua abitazione a Nuoro. Il funerale verrà celebrato domani, sabato 27 marzo, alle ore 10, nella Chiesa Cattedrale.
Nato a Sarule il 17 febbraio 1936, don Meloni era stato ordinato dal vescovo Giuseppe Melas nel 1963. Ha compiuto studi musicali a Roma, al Pontificio istituto internazionale di musica sacra, diplomandosi in canto corale e direzione di coro con Armando Renzi, e in polifonia vocale con Domenico Bartolucci. Nello stesso Istituto ha conseguito il Magistero in canto gregoriano e composizione polifonica. Contemporaneamente frequentò la facoltà Teologica nel Pontificio istituto internazionale di liturgia ‘S. Anselmo”, dove consegui la licenza in Teologia liturgica. Canonico e Maestro di cappella della cattedrale di Nuoro dal 1997.
Nel 1971, quando era vice parroco della chiesa di San Giuseppe riuscì a coinvolgere un gruppo di giovani appassionati di musica a far parte di una corale. Così nacque la Polifonica Ennio Porrino che Il maestro Giuseppe Meloni ha diretto sino alla fine. Una polifonica che ha avuto riconoscimenti nazionali ed internazionali e per tanti anni ha portato a Nuoro corali provenienti da tutto il mondo.
Nel 1984 venne nominato cappellano del carcere di Badu ‘e Carros prestando il suo servizio fino al 2005.  Nell’agosto del 2000 don Meloni venne fermato da un agente penitenziario mentre consegnava una copia di Famiglia Cristiana ad un detenuto in isolamento. Finì sotto processo con l’accusa di insulti e minacce. Significativo il documento scritto allora dalla Diocesi. Terminava così: “Noi, vescovo e sacerdoti della Chiesa di Nuoro, a nome di tutta la comunità, esprimiamo il nostro forte disappunto dinanzi a queste gravi affermazioni che contraddicono la verità e la giustizia. E manifestiamo l’affettuosa solidarietà della comunità credente, e della stessa comunità carceraria, al cappellano don Meloni, unita alla gratitudine per il suo prezioso servizio”. Ovviamente venne assolto con formula piena.

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