La Lingua blu ricompare in Gallura

La Blue Tongue è ancora presente in Gallura ma per fortuna si tratta del stereotipo 4 (uno delle 24 categorie censite), individuato due anni fa in Sardegna che quindi è pobbile prevenire con lo specifico vaccino. La conferma arriva dalla Assl di Olbia che con i suoi veterinari ha individuato un nuovo caso di sieropositività in due animali-sentinella, cioè sottoposti a verifiche periodiche, di un allevamento di Loiri Porto San Paolo, in una zona già dichiarata infetta e sotto osservazione dal maggio scorso quando è stato individuato un primo focolaio che ha fatto scattare le norme di prevenzione che tra l’altro prevedono il blocco della movimentazione del bestiame in un raggio di 20 chilometri dal focolaio e che quindi interessa, oltre parte del territorio di Alà dei Sardi,  i Comuni di Budoni, Golfo Aranci, Loiri, Monti, Olbia, Padru, San Teodoro e Telti  dove – informa l’Agenzia Ansa – sono state censite 477 aziende bovine con 6.323 bovini, e 381 aziende ovine, con circa 48mila capi. I due casi sieropositivi confermano quindi la persistenza del virus che si propaga tramite le piccole zanzare (moscerini ematofagi del genere Culicoides), vettori del sangue infetti del virus che colpisce i ruminanti in particolare pecore e capre ma anche spesso i bovini che comunque fungono da serbatoio naturale della malattia.
Dando notizia del nuovo caso di sieropositiva , l’Ats ricorda che il programma di vaccinazione 2019 contro la Blue Tongue è ancora in corso: «Gli allevatori devono rivolgersi ai medici veterinari del territorio per concordare l’intervento della vaccinazione che verrà eseguito nel loro stesso allevamento. Il vaccino per la Blue Tongue si somministra ai bovini e ovini destinati alla movimentazione, ma anche agli agnelli che superano i tre mesi di vita». Attualmente nel territorio di competenza della Assl di Olbia sono state sottoposte a vaccinazione il 62% degli ovini da vaccinare, mentre sono circa 300 le aziende da sottoporre al piano di vaccinazione nel corso del mese corrente. La notizia però non può che allarmare anche l’Assl di Nuoro anche perché le piccole zanzare-vettore vengono trasportate dal vento per molti chilometri e il caldo e l’alto tasso di umidità, condizioni ottimali per lo sviluppo dei Culicoides, fanno temere il propagarsi della Blue Tongue in Baronia (Posada, Torpè e Siniscola le aree più a rischio) e nelle colline di Buddusò, Onanì e Bitti.
«Le misure di profilassi diretta contro l’insetto vettore e di profilassi indiretta con la vaccinazione rendono la probabilità di una diffusione del virus molto bassa – ha spiegato all’Ansa il direttore del Servizio Veterinario di Sanità animale Francesco Sgarangella per questo è fondamentale la collaborazione attiva degli allevatori. La guardia resta alta e la situazione epidemiologica è continuamente monitorata dai Servizi veterinari e dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale Veterinario».

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