La gioia e speranza del maestro

Gaudium et spes, gioia e speranza, due parole che sono stampate nel suo motto episcopale e richiamano il documento conciliare che illustra i rapporti tra la Chiesa e il mondo contemporaneo, ma anche due sostantivi che fotografano bene l’episcopato di monsignor Pietro Meloni, chiamato a raccogliere la pesante eredità lasciata dal Vescovo Giovanni Melis. Un pastore gioioso e sempre pronto a infondere la speranza nelle persone che ha incontrato nei suoi quasi venti anni alla guida della Diocesi di Nuoro. Già vescovo di Tempio, trasferito ai piedi del Redentore il 16 aprile 1992, monsignor Meloni dichiara subito di voler seguire le orme pastorali del suo predecessore.
Il compito non è dei più facili, visto che in quei mesi la comunità vive momenti di apprensione per il sequestro del piccolo Farouk Kassam, strappato alla famiglia in Costa Smeralda, il Vescovo originario di Sassari lancia un appello ai rapitori, confidando in un gesto di clemenza in occasione della Pasqua, la liberazione del piccolo avverrà solo il 10 luglio. Evangelizzazione e famiglia sono due priorità per il nuovo Vescovo, che sul solco tracciato da monsignor Melis punta molto sui mezzi di comunicazione sociale: a capo de L’Ortobene, dopo l’era di don Salvatore Bussu, nel 1995 chiama un giovane sacerdote, originario di Lula, don Sebastiano Sanguinetti, per oltre venti anni parroco a Orgosolo. A differenza dei predecessori, la direzione di don Sanguinetti è breve, visto che due anni dopo è elevato alla dignità episcopale da Papa Giovanni Paolo II e assegnato alla diocesi di Ozieri. Nel 1997 monsignor Pietro Meloni affida la direzione del giornale a don Giovanni Carta. Il parroco originario di Ollolai dimostra di conoscere bene l’arte dello scrivere, grazie a una lunghissima esperienza pastorale e educativa. Inoltre Pietro Meloni istituisce l’Ufficio diocesano della Famiglia con corsi di formazione per gli animatori della Pastorale presso l’Istituto di Scienze Religiose.
Come ha opportunamente osservato don Bussu nella sua opera Nuoro e il Senato del Vescovo,monsignor Meloni sa camminare con la gente, ama i pellegrinaggi, lo dimostra il fatto che nel giorno del suo insediamento, dopo i festeggiamenti, non esita a rag- giungere i giovani dell’Azione Cattolica di Sarule nelsantuario mariano di Gonare, la cui Vergine è spesso citata nelle sue omelie e nei proverbiali discorsi alle genti della Barbagia.
Nelle lettere pastorali traspare lo spirito del Buon Maestro, che guarda con amore i suoi allievi e sa educarli con le parole del sapiente oratore ma sa anche rivolgere uno sguardo compassionevole verso i più bisognosi.
Durante il suo episcopato, il Giubileo del 2000 diventa un’occasione di riflessione sulla Chiesa che si affaccia nel nuovo millennio, ma anche motivo di lavori di restauro del patrimonio artistico diocesano. L’apertura della Porta Santa in Vaticano significa una speciale indulgenza per coloro che si recheranno in pellegrinaggio a Roma e in Terra Santa, e nel numero di Natale scrive queste parole: «L’uomo è il santuario di Dio sulla terra, il cuore dell’uomo che domanda perdono e vive nell’amore diviene la casa di Dio». Il Giubileo è il segno della nuova evangelizzazione che monsignor Meloni porta nel cuore della Sardegna con la terapia del sorriso e una bontà d’animo che anticipa lo stile di Papa Francesco.
Lascia Nuoro nel 2011 ma resta il suo insegnamento di maestro dei gesti e pastore vicino al suo gregge. Al suo posto arriva dall’Arcidiocesi di Cagliari monsignor Mosè Marcìa, il Vescovo emerito torna nella sua Sassari dove continua a scrivere con uno stile sempre gradevole e profondo.

Note biografiche

Pietro Meloni nasce a Sassari il 31 agosto 1935. Battezzato nella cattedrale di San Nicola, si forma nella parrocchia di San Giuseppe. Impegnato nell’Azione Cattolica, conclude gli studi ginnasiali presso il Liceo Azuni, per poi iscriversi in Lettere e filosofia presso l’Università di Cagliari, dopo la laurea si sposta a Roma presso la Gregoriana dove si laurea in Teologia.
Studioso di letteratura latina, viene ordinato sacerdote nel 1968 da monsignor Paolo Carta.
Dal 1970 insegna lingua e letteratura latina presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Sassari.
Il luglio 1983 è eletto vescovo e destinato alle diocesi di Ampurias e Tempio. Trasferito alla diocesi di Nuoro nel 1992, fa ingresso in città il 29 giugno 1992.
Al raggiungimento dei 75 anni di età come da canone del codice di diritto canonico, presenta le dimissioni al Papa restando in diocesi fino al giugno 2011. Il 10 settembre 2013 festeggia i trent’anni di ministero episcopale con una solenne celebrazione da lui presieduta nella cattedrale di San Nicola di Sassari.
Il 25 novembre 2018 ha festeggiato nella Cattedrale di Nuoro i 50 anni di sacerdozio con una Messa concelebrata insieme al vescovo di Nuoro Mosè Marcìa e al vicario Ciriaco Vedele.

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