La generosità dei maestri coltellinai nuoresi per Bitti

Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affidati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui”. È il passo del libro del Siracide (2,4-6) riproposto dal Papa per la IV Giornata mondiale del povero, celebrata lo scorso novembre, quasi due settimane prima della terribile alluvione a Bitti. Una parola piena di speranza e un invito, come dice anche il Nuovo Testamento, ad esultare nonostante tutto, «affinché la fede messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore». Un’immagine che i coltellinai della Sardegna conoscono bene: dal sudore delle martellate davanti alla forgia, un pezzo di ferro grezzo, passando ad altissime temperature, si trasforma in un’opera d’arte. La fatica dà il premio di un gioiello e ogni lama è una scuola di metallurgia e insegna che vale la pena accettare il sacrificio per realizzare manufatti unici e preziosi.
Tanti artigiani dell’Isola portano avanti con passione e professionalità un lavoro legato alla storia e all’identità della nostra terra, producendo la cosiddetta lesorja nelle sue varianti territoriali, caratteristiche per linee, materiali, tipologie di costruzione. Nel 2015, sul modello della Corporazione Italiana dei Coltellinai (CIC) è nata a Nuoro la Corporazione sarda dei coltellinai (CSC) per la tutela del coltello artigianale e la salvaguardia della tradizione. Oggi si contano decine di associati riconosciutiMaestri dopo aver superato una rigorosa prova d’esame e molti altri sono gli hobbisti, privi di un riconoscimento ufficiale ma con la medesima abilità e attenzione ai particolari, dalle cui mani sapienti nascono speciali prodotti. Artigiani innamorati della propria terra e della loro gente, al punto che alcuni di questi, di loro spontanea iniziativa, hanno realizzato un pezzo il cui ricavato dalla vendita è stato donato alla comunità di Bitti attraverso la sottoscrizione della diocesi di Nuoro. Non si possono citare i protagonisti, perché questi hanno voluto compiere il loro gesto di solidarietà in assoluto nascondimento; è permesso dire, però, che i loro capolavori sono stati spediti anche oltralpe, con grande soddisfazione da parte degli acquirenti, precisando che il prezzo del coltello parte almeno dai 300 €.
La generosità dei nostri artigiani «penetra» in modo vivo ed efficace «come una spada a doppio taglio» (Eb 4,12) nel cuore di tutti noi, vuoi per la premura dimostrata verso chi è nel bisogno, vuoi per aver onorato ancora la nostra cultura.

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