La festa di Nostra Signora delle Grazie

Proseguiamo il viaggio tra le pagine storiche del nostro settimanale con due articoli a tema rispetto questo periodo dell’anno. Proponiamo, infatti, le prime righe dedicate da L’Ortobene alla novena e alla festa di Nostra Signora delle Grazie. Il giornale della Diocesi parla per la prima volta della ricorrenza mariana nel 1934 nell’anno in cui quello che oggi è un settimanale, si trasformava da mensile a quindicinale per iniziativa dell’allora vescovo di Nuoro, monsignor Giuseppe Cogoni. Il primo approfondimento sul tema arriverà invece l’anno successivo.

ANNO IX – NUMERO 22 – PAG.3

Nuoro, 18 novembre 1934
 
La festa di N. S. delle Grazie

Il 21 corr. Sarà celebrata la tradizionale festa delle Grazie, nella chiesa omonima. Il Rev.mo Capitolo, in adempimento di un antico voto, si recherà processionalmente dalla Cattedrale alle Grazie per celebrarvi la solenne Messa cantata. Alla sera, dopo la processione, predicherà il Rev.mo Teol. Sebastiano Canudu, Rettore di Fonni.

ANNO X – NUMERO 22 – PAG.1

Nuoro, 17 novembre 1935
 
Le Grazie

La festa delle Grazie è certamente una delle più popolari di Nuoro. Durante la novena, sia di mattina che di sera, la Chiesa si riempie di fedeli che con vera devozione assistono alle sacre funzioni.
La festa è stata fissata il 21 novembre, festa della Presentazione di Maria SS. Al Tempio. Riesce difficile indicare per quali motivi sia fissata in tale data questa festa della Madonna sotto il titolo delle Grazie. Motivi dogmatici non ne mancherebbero. Quella fanciullina che noi vediamo essere presentata al tempio è già arricchita dallo straordinario privilegio di essere stata concepita senza macchia di peccato, preparazione per l’eccelsa dignità di Madre di Dio alla quale doveva essere elevata e per cui doveva diventare la piena di Grazie.
Giustamente perciò Nuoro tributa culto speciale alla Vergine in tale giorno.
Ed il 21 novembre ai fedeli della città si uniscono numerosi i fedeli della Diocesi: è un ricordo di un’antica tradizione perché è da secoli che la Vergine è onorata con questo titolo nella chiesa omonima. La iscrizione che trovasi su l ‘architrave della porta principale fa rimontare la costruzione della chiesa al 1670, mentre la sua consacrazione fu fatta il 4 giugno 1690 da Mons. Gerolamo de Velasco e Mentosa Vescovo di Alghero. La iscrizione che ricorda la consacrazione fa menzione anche del patrono e fondatore della chiesa: Nicolò Ruju Manca morto a Nuoro il 2 maggio 1719 e seppellito, come appare anche dal suo atto di morte, nella chiesa da lui fondata.
In questa chiesa fin dalla sua fondazione esiste la immagine della Vergine SS. Delle Grazie, verso la quale il popolo nuorese ha avuto sempre una viva e particolare devozione ed ha sempre al suo patrocinio fatto confidente ricorso nelle sue pubbliche e private calamità. Qualunque possa essere il valore della tradizione che vuole che questa immagine sia stata trovata in modo prodigioso nel luogo detto Sa Serra in una incavatura denominata la nicchia della Madonna ed il terreno adiacente detto Sa sedda de Nostra Signora, nessuno tuttavia dubita della sincera divozione del popolo nuorese verso la Vergine delle Grazie.
Se non bastasse a dimostrarla la fede presente del popolo, basterebbe ricordare con quanta popolarità veniva celebrata la festa del novembre. Il popolo, è vero, si stacca sempre con rincrescimento da certe abitudini contratte: anche dopo che scomparì la fiera che soleva tenere concorso da ogni parte dell’Isola, erano rimaste consuetudini locali, che esistevano anche per altre feste popolari. I priori che si occupavano delle feste civili, si attribuivano come particolare onore distribuire carne e pasta abbondante in occasione della festa. Si fosse limitata la distribuzione ai soli poveri, forse avrebbe conservato il carattere eminentemente cristiano: che nelle feste è giusto che gioiscano non solo i ricchi, ma anche i poveri. Però la distribuzione generale degenerò in abuso – se non in Nuoro, certamente in altre feste – cosichè l’autorità ecclesiastica si vide costretta a sopprimere questo uso che non rispondeva al significato che le nostre devono avere, e che d’altra parte – è facile intuirlo – distoglieva tanti dal partecipare con sentimento di vera divozione alle feste.
Oggi la festa ha il carattere tutto proprio delle feste religiose: partecipazione alle sacre funzioni.

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