La cultura commissariata

Non può che fare piacere l’interesse dimostrato dalla Biblioteca nazionale di Roma per Grazia Deledda ma il dato di cronaca suscita anche una riflessione sullo stato delle istituzioni culturali cittadine. Tralasciando il fatto che la cifra sborsata dall’istituzione romana per acquisire un importante corpus deleddiano si avvicina a quella destinata dall’Isre per la mostra Gli orti di Grazia, viene da chiedersi come mai a nessuno, nella città del Premio Nobel, sia venuto in mente di entrare in possesso di quel materiale. Il problema è anche un altro, chi mai avrebbe potuto decidere in tal senso?
Fateci caso, a parte il Man tutte le principaliagenzie culturali di Nuoro sono commissariate: lo è la povera Biblioteca Satta, lo è il Consorzio universitario, lo è, ufficiosamente, anche l’Isre (che, pur essendo Istituto regionale, da sempre si identifica con la città nella quale ha la sua sede). Quest’ultimo è il caso più eclatante oltre che il più recente. Sul sito della Regione compare una delibera del 22 ottobre “Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE). Nomina Commissario” che però non si può leggere semplicemente perché nulla è stato deliberato. Ancor più grave è il fatto che non essendo in presenza di situazioni straordinarie nella vita dell’ente, il commissariamento presenterebbe profili di illegittimità. Tale sistema, solo per fare un altro esempio, è stato adottato dalla giunta Solinas anche per il commissariamento di Forestas.
Qual è la conseguenza più immediata in questo (non) stato di cose voluto dal governo regionale? Che l’Isre, nel nostro caso, non abbia un rappresentante legale in grado di firmare un qualsiasi atto. Del fatto che il commissariamento sia diventato gestione ordinaria degli enti a Nuoro siamo maestri, il duo Soddu – Tidu – commissario pure lui, ça va sans dire – a oltre un anno dall’approvazione della Legge regionale non ha adottato gli atti necessari, tra cui lo scioglimento del Consorzio, per la nascita della “Fondazione per la pubblica lettura Sebastiano Satta” di cui fa parte la stessa Regione in qualità di socio fondatore insieme a Comune e Provincia come pure gli stessi Comune e Provincia lasciano che anche l’Università venga gestita da un commissario straordinario.
In tale contesto non c’è da sorprendersi dunque se per ammirare e studiare le carte della nostra più illustre concittadina sarà necessario volare verso Roma. Forse ci verrà in aiuto la nuova flotta aerea sarda, magari con l’effige di Grazia sulla coda. Ah no, ci ha già pensato la Norwegian Airlines.

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