La Assl di Nuoro: «Problemi già risolti in Geriatria»

La direzione dell’Assl di Nuoro replica in una lunga nota alle accuse della parlamentare nuorese Mara Lapia sulla paralisi, tra i tanti problemi dell’ospedale “San Francesco”, del reparto di Geriatria (https://www.ortobene.net/al-san-francesco-mancano-134-medici-22-primari/). «Da circa due mesi, a seguito di una riorganizzazione dei percorsi interni, voluta e supportata dalla Direzione della ASSL, è stata superata l’annosa questione dei pazienti, in particolare delle Unità Operative di Geriatria e di Medicina Interna, ricoverati “in appoggio” negli altri reparti», si legge nella nota che prosegue sottoliesndo che, appunto da circa due mesi, vengono «ricoverate e esclusivamente nelle due Unità Operative i pazienti ad esse destinati, con vantaggi nell’assistenza dei pazienti stessi e nel lavoro dei professionisti». A «tal proposito» la nota dell’Assl parla di «grande soddisfazione, per i risultati del percorso intrapreso»,  riportando una dichiarazione del direttore facente funzioni di Geriatria, dottoressa Giovanna Ledda: «Il fatto di poter seguire i pazienti ricoverati nei 31 posti letto del reparto, e non più ospiti nei 12 piani del San Francesco, è per noi operatori sanitari una conquista non da poco».

Il documento della direzione dell’Assl prosegue riportandomi i«non pochi benefici» di questa riorganizzazione  e in particolare «la riduzione dei tempi di degenza per ottimizzazione dei tempi interni delle prestazioni diagnostiche, ma soprattutto l’incremento dei percorsi in post dimissione, cosiddette dimissioni protette (quel tipo di dimissione ospedaliera che prevede una continuità di cure attraverso un programma concordato con il medico curante e i servizi territoriali offerti dall’ASSL di Nuoro). A tal scopo, una equipe, appositamente dedicata, costituita da infermieri e assistenti sociali, sotto la responsabilità della Direzione del Presidio Ospedaliero, supporta le Unità Operative nel prevedere e organizzare, in collaborazione con le strutture dei Distretti Socio Sanitari (PUA-Punto Unico di Accesso e UVT-Unità di Valutazione Territoriale) i percorsi post-dimissione. Inoltre, sono stati presi degli accordi con altre strutture sanitarie al fine di facilitare ai pazienti, nelle fasi post acuzie, i percorsi di cura più idonei che non sono fruibili a domicilio in cure domiciliari integrate».

Alla Assl non nascondono la soddisfazione per i risultati conseguiti: «Questo lavoro di riorganizzazione, sia interno che esterno all’Azienda – si legge in chiusura del documento riferibile alla direttrice Grazia Cattina –  ha l’obiettivo di assicurare una migliore qualità diagnostico-terapeutica e assistenziale. la direzione della ASSL è impegnata nel formulare e supportare l’attuazione dei necessari miglioramenti organizzativi che, con un miglior utilizzo delle risorse attribuite, consentono se non di compensare perlomeno mitigare le conseguenze delle pur presenti carenze di organico ed è orgogliosa del lavoro fatto dalla direzione del Presidio Ospedaliero Unico, innanzitutto, dalle Unità Operativa interessate, nonché del Distretto per l’impegno speso per rendere possibile una importante innovazione organizzativa nell’interesse dei pazienti».