Italia in Comune contro Psd‘Az: «Nemici di Nuoro»

»Da alleati, addirittura potenziali compagni di partito, a acerrimi avversari. Un documento diffuso oggi dalla coordinatrice cittadina Maria Grazia Pastorino (nella foto un momento del recente congresso cittadino che l’ha eletta) sancisce una rottura che sembra andare ben oltre lo scontro politico tra “Italia in Comune” e il Partito sardo d’Azione. Si allarga, insomma quel fossato apertosi il 27 giugno dell’anno scorso quando i dirigenti e i consiglieri comunali de La Base decisero di non seguire il loro leader Efisio Arbau che sciolse il movimento aderendo ai sardisti (https://www.ortobene.net/la-base-entra-nel-psdaz-no-cocco-marteddu/) e, contestando l’alleanza tra Lega e Quattro Mori, entrarono in “Italia in Comune“, movimento fondato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Proprio in quei giorni poi si consumò la rottura tra il Psd’Az e il sindaco che il 31 luglio 2018 portò Andrea Soddu a revocare la delega agli assessori Antonio Belloi e Giuliano Sanna, aprendo un braccio di ferro finito con gli assessori sardisti collocati da un anno all’opposizione.

La nota di “Italia in Comune” – incentrata sui 31 milioni di euro concessi dalla Regione ma in forse almeno in parte per la presunta vicenda dell’elenco gonfiato dei debiti di bilancio che si vorrebbero ripianare (https://www.ortobene.net/comune-nuoro-rischia-un-buco-13-milioni/) – parte proprio da quei giorni, un mese prima della rottura in coalizione, citando una dichiarazione della consigliera Claudia Camarda nel corso del consiglio comunale del 29 giugno 2018, quando i rapporti in maggioranza non si erano ancora incrinati: “Guardo – disse la capogruppo Psd’Az –  alla complessità del lavoro che è stato svolto e non posso non pensare a quanto sia facile cadere nella critica superficiale e fine a  se stessa quando non si è nella posizione di doversi occupare direttamente della risoluzione dei problemi, sentenziando infine – ricorda “Italia in Comune” sempre citando la Camarda che “il dibattito scadente degli ultimi giorni è di un egoismo politico e di un’ irresponsabilità totale”.

«Noi del partito “Italia in Comune – si legge nel documento odierno – ci domandiamo se la consigliera, che l’anno scorso tuonava contro l’opposizione che a gran voce urlava e sperava nel commissariamento del Comune di Nuoro, sia la stessa che oggi ne ripropone toni e contenuti, auspicando la riduzione dello stanziamento regionale di 31 milioni di euro e bramando al commissariamento dell’amministrazione. Oggi, i tre consiglieri del Psd’Az attaccano, senza scrupolo alcuno, il sindaco e la giunta, mossi unicamente da rancori personali e da risentimenti inusitati, sostenendo che i soldi tanto attesi e legittimamente stanziati dalla Regione non siano dovuti o dovuti solo in parte. Posizione, questa, che rischia di danneggiare anche gli altri Comuni della Sardegna che hanno già provveduto a sanare parte dei debiti e che si vedrebbero costretti a restituire risorse, con le nefaste conseguenze per i bilanci delle loro comunità».

In sostanza “Italia in Comune” accusa i sardisti di operare contro la città. «Sfidiamo chiunque – continua infatti documento – a rintracciare nella storia democratica, pure nelle aspre contrapposizioni tra le parti, una iniziativa politica di questo genere, tanto miope e dissennata quanto fatale e autolesionista, che ha l’unico scopo di sottrarre risorse faticosamente reperite e ottenute con una battaglia trasparente e serrata tra gli enti locali, strozzati da decenni di debiti, e la Regione! Se il Comune di Nuoro, per una interpretazione ingiustificatamente restrittiva proposta dai sardisti, dovesse vedersi ridotto lo stanziamento di 31 milioni di euro, chi lo dirà alle famiglie che non possiamo più adeguare gli asili e le scuole dei loro bambini? Che non possiamo più continuare a installare parchi giochi? Chi lo dirà agli abitanti delle case popolari che non possiamo sistemare le loro fatiscenti abitazioni? Chi lo dirà ai tantissimi utenti dei Servizi sociali che il Comune non potrà implementare le misure di sostegno alle povertà e delle disabilità? Chi lo dirà alle tante associazioni sportive che non potremo più sistemare gli impianti e acquistare attrezzature? Chi lo dirà agli automobilisti che non possiamo più completare le attività di asfaltamento delle strade? Ecco, saremo curiosi di sapere come risponderanno a queste e ad altre domande gli zelanti sardisti ai cittadini nuoresi, oggi e quando si presenteranno nuovamente al voto. Italia in Comune-Nuoro – conclude la nota – non condivide questa politica fatta di personalismi, insensibile al bene comune e accecata da livore che non può essere giustificato e tollerato».

Nessun accenno nella comunicato diffuso dal movimento che esprime tre consiglieri comunali ed è rappresentato in giunta dal vicesindaco Sebastian Cocco e dall’assessora Eleonora Angheleddu sulla nomina del commissario ad acta per predisporre il rendiconto di bilancio del 2018 e le conseguenti polemiche sulle carenze e la gestione del personale. Eppure appena sette giorni fa Sebastian Cocco, proponendo sui 31 milioni gli stessi ragionamenti ripresi oggi dal suo movimento, è sembrato distinguersi dalle posizioni del sindaco Soddu quando ha affermato che sul commissioramiento «bisogna ammettere  che è una sanzione politica sulla quale, noi amministratori di maggioranza, siamo chiamati seriamente a riflettere e ad agire, subito». Sulla questione dei vuoti in pianta organica considerati alla base dei ritardi nell’approvazione del rendiconto, il vicesindaco aveva notato: e «Certo, sicuramente avremmo dovuto fare sforzi maggiori per migliorare l’efficienza organizzativa con le risorse umane a disposizione. È inutile mettere la testa sotto la sabbia. Occorre essere onesti e ammettere che la responsabilità maggiore, da un punto di vista politico, è quella di non aver avuto la forza di premiare quei dipendenti capaci, competenti e innamorati della comunità verso cui prestano il loro servizio e di sanzionare, invece, quelli meno performanti, svogliati e che, in buona o in mala fede, rappresentavano i famigerati granelli di sabbia nell’ingranaggio, già peraltro compromesso. E magari – chiarì ulteriormente il concetto Sebastian Cocco  avremmo dovuto ascoltare meno qualche dirigente, innamorato di se stesso, e di più proprio quei funzionari innamorati invece dell’ente e della città». (https://www.ortobene.net/commissario-sul-bilancio-silenzio-parla-cocco/)