“Italia in Comune” per la Motorizzazione Civile

Il gruppo consiliare di Italia in Comune, formato dai consiglieri di maggioranza Michele Siotto, Giovanna Zedde e Marilena Rojch, chiede di convocare un consiglio comunale aperto ai cittadini e alle istituzioni regionali per discutere sulla situazione degli uffici della Motorizzazione Civile di Nuoro. Per lunedì 14 ottobre, a partire dalle 9, è prevista anche una manifestazione organizzata dai membri del gruppo consiliare davanti agli uffici della zona industriale di Prato Sardo. «Il gruppo consiliare nuorese del partito Italia in Comune – si legge nella nota – invitando tutta la cittadinanza e le istituzioni alla manifestazione e specificando che tali richieste sono già state sottoscritte (primi firmatari Michele Siotto, Giovanna Zedde e Marilena Rojch) da tutta la maggioranza e parte dell’opposizione, chiede al presidente del consiglio comunale Fabrizio Beccu di convocare il consiglio anche con la formula dell’adunanza aperta prevista dal art. 37 del regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, che vengano invitate e sentite, tutte le forze politiche regionali e provinciali, il direttore regionale della Motorizzazione Civile e tutte le istituzione necessarie al fine di trovare insieme la soluzione più percorribile e di convocare un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini e di poter sentire eventuali proposte dagli operatori del settore».
La mobilitazione del gruppo consiliare, rappresentato in giunta da Sebastian Cocco ed Eleonora Angheleddu, per la Motorizzazione Civile deriva dall’accumularsi di vere e proprie emergenze: «L’ormai “presidio provinciale” della Motorizzazione Civile di Nuoro, dopo anni di continuo ridimensionamento – scrivono ancora – vive una lenta agonia, il personale è passato dalle 30 unità alle 2 attuali più 2 in forza dalla provincia che ad oggi non hanno ancora avuto comunicazione di conferma, cosa che prelude ad un ulteriore imminente sottrazione di servizi ad un territorio che da troppo tempo è sottoposto a continui tagli e riduzioni. L’eventuale chiusura della Motorizzazione Civile di Nuoro, porterà una serie di disservizi e disagi, quali ritardi nel far conseguire esami per la patente, collaudi di mezzi pesanti e rimorchi, collaudi per modifiche delle auto in base ad esigenze personali come per esempio gli adattamenti per disabili, e sarà causa di forti rischi per la sicurezza stradale in quanto i mezzi pesanti andranno in strada senza i necessari collaudi. Inoltre lo Stato Italiano procede inesorabilmente nella sua opera di smantellamento dei servizi pubblici essenziali nei nostri territori già fortemente penalizzati dai continui e pesanti tagli, sui quali dovrebbe semmai effettuare un’inversione di tendenza, con un implementazione dei propri presidi, al fine di rallentare i fenomeni di spopolamento e desertificazione che producono costi sociali ed economici di gran lunga superiori alle economie che oggi si vogliono realizzare sulla pelle dei più deboli. Va anche considerato – concludono – che ormai tutte le regioni autonome d’Italia, esclusa la Sardegna, hanno preso in carico le funzioni della motorizzazione, per effetto del decreto legislativo 21.9.1995, n. 429 e che questo consiglio comunale, con una risoluzione presentata il 07 Novembre 2015, ha già dato incarico al sindaco di sollecitare una soluzione alla Regione Sardegna. Inoltre, c’è stato l’interessamento di alcuni consiglieri regionali, con la mozione del 5 ago 2019, n. 37/3, approvata dal consiglio regionale nella seduta del 12 settembre 2019, “sulla necessità di potenziare e salvaguardare gli uffici delle Motorizzazioni Civili di Cagliari, Oristano, Sassari e in particolare di Nuoro, a rischio chiusura, e sul trasferimento dallo Stato alla Regione delle competenze in materia di motorizzazione civile».
C’è il rischio concreto che tra qualche giorno i due dipendenti della Provincia in forza alla Motorizzazione di Nuoro, non avendo ricevuto comunicazione di proseguo attività, finiscano il loro operato con conseguente interruzione dei servizi.

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