Irrigazione in Baronia, domande entro il 15 aprile solo via mail

Spettro-siccità nei due bacini irrigui della Baronia, Cedrino e rio Posada, dove, per programmare  la gestione dell’acqua disponibile diventa più che mai importante presentare le domande di irrigazione per l’annata in corso entro il prossimo 15 aprile superando anche l’ulteriore difficoltà dell’emergenza coronavirus che costringe a inoltrare le richieste solo per via telematica. Problemi cronici e difficoltà contingenti che hanno spinto i responsabili del Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale a lanciare un appello agli utenti. «Quest’anno – premette infatti il direttore dell’ente Antonio Madau –  la sollecita presentazione della domanda riveste particolare importanza  in considerazione del fatto che, alla data di oggi, i volumi idrici accumulati in alcuni invasi (Maccheronis sul fiume Posada e  Pedra ‘e Othoni sul fiume Cedrino) risultano inferiori a quelli necessari per soddisfare, appieno, le esigenze normalmente necessarie per l’intera stagione irrigua. Infatti, nel caso non si registrassero, nei prossimi giorni, apporti idrici significativi, il Consorzio si troverà costretto, suo malgrado, a disporre limitazioni nell’utilizzo della risorsa idrica e a turnare l’uso,  sulla base delle   domande irrigue pervenute».

Dopo il passaggio della gestione delle dighe a Enas, al Consorzio di bonifica resta solo la gestione delle risorse messe a disposizione. Attualmente l’invaso di Posada contiene 13 milioni di metri cubi d’acqua, non potendo superare – per questioni di sicurezza e protezione civile alla base del piano di laminazione adottato dopo la disastrosa alluvione del 2013 – la quota di 40 metri. Eppure la diga ha un capacità di 25 milioni di metri cubi, ma in inverno deve rimanere semivuota per consentire in caso di nubifragio di trattenere l’acqua necessaria a evitare le alluvioni a valle. Nel mese di gennaio – come ha sottolineato il presidente del Consorzio Ambrogio Guiso che inutilmente ha chiesto una deroga per invasare acqua per 20,5 milioni di metri cubi – sono finiti a mare almeno otto milioni di metri cubi di preziosa risorsa. Uno spreco che rischia di essere pagato a caro prezzo se non pioverà nella primavera appena iniziata visto che solo dal 31 marzo il piano di Protezione civile consentente di alleviare il livello del Maccheronis. A oggi, infatti, dei 13 milioni di metri cubi di acqua a disposizione solo la metà può essere destinata all’irrigazione delle campagne, il resto deve essere prioritariamente destinato all’uso potabile per i centri costieri di Siniscola, Posada, Torpè e Budoni.

Programmare al meglio la risorsa idrica disponibile, pur sperando nelle piogge primaverili, è una priorità del Consorzio di bonifica costretto anche a superare  i problemi causati dall’epidemia di coronavirus che impone l’inoltro delle domande solo via email all’indirizzo di per posta elettronica domande.irrigazione@cbsc.it. «Questa purtroppo è l’unica modalità di presentazione che possiamo permettere ai nostri consorziati per via della emergenza che stiamo vivendo a tutti i livelli», conferma Ambrogio Guiso: «I nostri uffici, immediatamente all’emanazione del Decreto per l’imitare la diffusione del Covid 19, si sono adeguati chiudendo l’accesso al pubblico e ponendo i dipendenti nella possibilità di lavorare comunque in sicurezza. Il nostro lavoro che fornisce un servizio indispensabile per l’agricoltura, infatti, non può assolutamente fermarsi. Per questo chiediamo la massima collaborazione ai nostri consorziati, sicuri che attraverso i mezzi informatici, portino avanti questo importante adempimento»

I moduli per la compilazione delle domande in formato Pdf e in formato Word editabile sono scaricabili dal link: cbsc.it/servizi-agli-utenti/modulistica.aspx  e dal sito del Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale, accedendo ai “Servizi agli utenti” e cliccando poi su “modulistica”.

 

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