«Intervenga la Prefettura, sfratti da sospendere »

Tanti dubbi nessuna risposta a Nuoro da parte della Giunta ma almeno il consigliere sardista Graziano Siotto ha avuto il merito di aver rotto il silenzio su una vicenda conosciuta dal 7 maggio e inutilmente da noi segnalata  (https://www.ortobene.net/nuoro-abusivi-nelle-case-comunali/). Come si evince da altrettante ordinanze firmate dal dirigente di settore apparse quel giorno nell’albo pretorio adottate e pubblicate per via burocratica senza nessuna spiegazione politica, il problema interessa 15 famiglie che dovranno lasciare gli alloggi comunali occupati, secondo l’accusa, abusivamente. Da quel giorno gli interessati pare abbiano incontrato più volte gli amministratori ma finora dal Municipio non è arrivata nessuna nota ufficiale. Silenzio anche in Consiglio comunale dove Siotto ha sollevato il problema senza ottenere risposte, al contrario di quanto avvenuto sempre ieri per la discarica nel Sacro Cuore. A termini di regolamento sulle comunicazioni non è previsto dibattito e questo ha fatto notare durante la seduta il presidente Fabrizio Beccu invitando a presentare un’interrogazione. «Purtroppo davanti a un Consiglio che si riunisce ogni 50 giorni e davanti alla risposte negate siamo costretti a usare tutte le armi del regolamento pur di affrontare le emergenze che incombono nel silenzio inoperoso della Giunta», ha dichiarato la capigruppo sardista Claudia Camarda sottolineando che nel caso specifico si parla di 15 famiglie che dal 2 giugno si ritroveranno senza casa.

Proprio Siotto, infatti, postando sulla sua pagina Facebook una delle ingiunzioni inviate dal Comune, ha reso noto che l’ordinanza è stata notificata agli interessati dieci giorni dopo dalla pubblicazione: «Mentre l’eurocandidato sindaco Soddu il 17 maggio si trovava a Cagliari e a Selargius per parlare d’Europa solidale – ricostruisce il consigliere di opposizione – a Nuoro, a casa nostra, il messo comunale notificava una quindicina di diffide di sfratto a diversi nuclei familiari nuoresi, tra questi famiglie con minori. L’accusa è di “occupazione abusiva di alloggi comunali” e quindici i giorni di tempo concessi per abbandonare gli immobili a pena del recupero forzoso degli alloggi, in sostanza l’intervento degli agenti del Comando di Polizia Municipale con magari, in ausilio, altre forze dell’ordine».

Il consigliere sardista non mette in dubbio la legittimità degli adottati adottati ma nello stesso tempo ritiene che solo una situazione di estremo bisogno spinga i cittadini a occupare immobili pubblici: «Ci dica il sindaco, una volta per tutte, se il Servizio Patrimonio comunica e scambia i dati con il Servizio Politiche Sociali. Se quindi si abbia conoscenza o meno della sussistenza di situazioni di disagio socio-economico dei nuclei che si vogliono sfrattare». Una premessa che introduce altri due interrogativi già posti inutilmente da tempo: «Chiediamo al sindaco – sostiene ancora Siottodi dirci e dimostrarci che le graduatorie dell’emergenza abitativa negli ultimi 10 anni siano a norma di legge, ossia che la durata di ogni assegnazione sia sempre stata non superiore ai due anni previsti e rientranti poi nelle graduatorie ordinarie. Noi abbiamo chiesto ogni atto sull’emergenza abitativa da novembre 2018, sia come consiglieri comunali che come membri della Commissione Servizi Sociali, ma non è mai arrivata alcuna risposta». Seconda domanda sul silenzio che circonderebbe anche tutta la materia dell’uso delle strutture pubbliche: «Ci dica il sindaco – è la richiesta del consigliere sardista – se le associazioni tutte che usufruiscono di impianti sportivi, case storiche o scuole, pagano regolarmente il canone al Comune, se siano a norma dal punto di vista contrattuale e se ha avviato le procedure di sfratto per chi non è in regola. Quando abbiamo chiesto gli atti ci è stato risposto fossero secretati e in altri casi non ci è mai stata data risposta. Ci dica il sindaco se ha adeguato i canoni degli alloggi dei nuclei che versano sei o otto euro al mese di affitti. Ci dica il Sindaco se ha mai concesso sino a quattro proroghe temporali a soggetti insolventi e soggetti a sfratto».

Dubbi che incombono mentre il 2 giugno scadono i termini della diffida e per quella data le famiglie dovranno lasciare gli alloggi mentre uno sfratto sarebbe già stato eseguito il 24 maggi. «Quel giorno – annuncia Graziano Siotto –  gli uomini del Comando di Polizia Municipale troveranno anche noi, nelle vesti di pubblici ufficiali e per espletare le nostre funzioni ispettive e di controllo su ogni procedura adottata dall’Ente». In sostanza i sardisti che hanno annunciato di volere «investire immediatamente del grave problema la competente Prefettura di Nuoro, chiedendo un intervento volto alle verifiche obbligatorie», chiedono la sospensione delle procedure di sfratto fino a quando non saranno chiariti gli aspetti denunciati.