Intercultura, cronache del rientro

I ragazzi rientrati grazie all’Associazione Intercultura, durante l’estate, da un programma annuale di studio in varie parti del mondo, hanno avuto modo di incontrare, venerdì 28 settembre presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Nuoro, il sindaco Andrea Soddu, il presidente del consiglio comunale Fabrizio Beccu, l’assessore alle politiche giovanili Valeria Romagna e l’assessore alle politiche per la famiglia ed il turismo, Rachele Piras.
I giovani, tra i quali anche due ragazze, una appena arrivata dalla Thailandia e l’altra dalla Turchia, hanno dialogato col primo cittadino sulle peculiarità dei Paesi che li hanno ospitati, e sui segni lasciati in loro dalla molteplicità delle culture scoperte, dalle differenti società e dai vari sistemi scolastici.
A cogliere la crescita interiore dei partecipanti al progetto Intercultura, avendone seguito il percorso dal concorso fino al rientro, sono state le famiglie e le volontarie del Centro Locale Intercultura.
Con i racconti fatti al sindaco Soddu ed agli assessori presenti, i ragazzi hanno dimostrato di aver acquisito una notevole capacità d’analisi delle differenze culturali riguardanti le tematiche legate alle abitudini quotidiane, alla politica ed alla religione.
Uno dei punti di forza dell’Associazione Intercultura, che segue costantemente i ragazzi nel percorso di apprendimento prima, durante e dopo l’esperienza di studio all’estero, è la promozione dell’approfondimento interculturale come forte impulso alla crescita personale.
Intercultura, associazione attiva da oltre 100 anni nel mondo e dal 1955 in Italia, offre e promuove programmi scolastici in vari Stati, portando avanti un preciso progetto educativo: infatti, un semplice incontro tra persone di culture diverse non è sempre sufficiente per far capire l’altro, percepito come diverso da sé.
Perciò, l’esperienza interculturale deve avvenire attraverso il vicendevole scambio di idee, valori, abitudini, storia e cultura.
Grazie a questa possibilità di studio ed apprendimento della durata di un anno, i ragazzi hanno l’opportunità di emanciparsi da un mondo solito, metaforicamente “in bianco e nero”, al fine di tornare nella propria terra d’origine con un bagaglio di colori, nostalgie e, soprattutto, competenze interculturali che li renderanno cittadini migliori, in grado di nobilitare la vita delle rispettive comunità.
Portandola nella sede istituzionale della città, si è voluto dare lustro alla tradizione di scambio culturale, buona pratica, crescita umana e progresso intellettuale che vede in prima linea, da molti anni, anche il Centro Locale di Intercultura nuorese.
Le testimonianze dei ragazzi partecipanti, raccolte durante la giornata, svelano come Intercultura favorisca, oltre l’apprendimento scolastico, anche l’inserimento sociale in nuovi contesti nei quali si ridiventa figli, fratelli, amici e compagni di scuola; secondo una studentessa appena tornata dagli USA, «senti una sensazione bella e indefinita allo stesso tempo. La tua emozione se ne frega del passaporto. Hai due famiglie e nuovi amici dall’altra parte del mondo».
Inoltre, spesso i giovani ritornano, come successo ad Edita, studentessa croata che aveva trascorso un anno a Nuoro e che, in questi giorni, ha deciso di tornare presso la stessa famiglia che l’aveva ospitata nell’anno di Intercultura: ciò dimostra come anche i legami creati grazie a questa esperienza formativa restino nel tempo.

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