Insegnare ai tunisini come allevare pecore

Passa anche per Nuoro l’impegno della Regione Sarda per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e collaborazione internazionale che tra l’altro ha visto nei giorni scorsi il presidente Francesco Pigliaru in missione in Egitto come  Autorità di gestione per l’Italia nel periodo 2007-2013 (95 progetti finanziati) riconfermato in questo ruolo  fino al 2020, nel’’ambito del nuovo programma CBC Mediterranean Sea Basin 2014-2020 un budget di 209 milioni. Proprio dal capoluogo barbaricino, infatti, parte oggi uno dei progetti promossi e finanziati con la legge regionale numero 19/1996 (bando 2017). Si chiama “Territori solidali – Supporto all’economia sociale dei giovani agricoltori e allevatori a Sidi Bouzid – Tunisia” l’impegno dl Comune di Nuoro come capofila che si concretizzerà in parternariato con il Comune di Sant’Andrea Frius (Cagliari), l’azienda locale nuorese Società semplice agricola “l’Ulivo” e il partner tunisino: l’Ong Amdt Association Méditerranéenne pour le développement en Tunis operante nel settore della cooperazione internazionale dal 2011. Il progetto – informa una nota dell’Ufficio stampa del Comune – prevede un investimento globale di 35 mila euro, di cui 24.500 messi a disposizione dalla Regione come cofinanziamento e 10 mila dagli altri enti partner sotto forma di competenze e disponibilità ore-uomo del proprio personale. Il primo obiettivo è integrare ed estendere le attività di un’associazione di 15 giovani agricoltori tunisini (uomini e donne), che ha iniziato la produzione di foraggio e latte grazie all’allevamento di sei mucche, fornendo loro le competenze tecniche per avviare anche l’allevamento di ovini e consentire di trasformare il latte di pecora in prodotti caseari artigianali di qualità. Le attività vanno dall’acquisto e produzione di foraggio per ovini, alla creazione di una stalla, all’acquisto di 30 pecore, fino ad arrivare alle attività formative dei giovani allevatori tunisini ad opera di allevatori sardi. Creare, insomma, un sistema di produzione integrato tra produzione di foraggio, allevamento di mucche e ovini e produzione di latte e formaggi. «Una filiera completa – spiega il sindaco Andrea Soddu – che permetta attraverso questo progetto-pilota di economia sociale e solidale di aiutare i nostri vicini di casa a creare un proprio sistema produttivo capace in futuro di interagire con il nostro, e favorire così quegli scambi commerciali tra le due sponde del Mediterraneo, che un tempo hanno reso grandi i nostri Paesi». L’iniziativa si fonda sl forte spirito di solidarietà che caratterizza i pastori barbaricini. «Partiamo con un progetto che mira portare oltre confine “Sa Paradura”, un sistema di auto-aiuto tra le comunità, capace di sostenere oggi i più deboli per creare un giorno un benessere diffuso», spiega infatti il neo assessore all’Agricoltura Valeria Romagna. Concetto rafforzato ancora da Soddu: «Oggi la Tunisia ha bisogno di essere aiutata, ma è per noi è anche un prezioso partner commerciale con il quale costruire un futuro di scambi e relazioni».
Il Comune di Nuoro sarà responsabile del coordinamento del progetto e in particolare curerà l’evento di chiusura coinvolgendo gli stranieri residenti sul territorio sardo e organizzando incontri nelle scuole del suo territorio. Grazie alle attività di comunicazione – spiegato dal Municipio – si punta infatti a coinvolgere il più possibile le comunità magrebine presenti in Sardegna per mostrare loro un modello di sviluppo endogeno avviato e produttivo, che potrebbe incentivare percorsi di rientro nei Paesi di provenienza.  Allo stesso tempo l’azione progettuale mira a rafforzare la presenza della Regione Sardegna e delle autorità locali sarde nel processo di supporto alla transizione democratica della Tunisia. Il progetto viene visto inoltre dall’amministrazione Soddu come un ulteriore passo verso la partecipazione a forme di aggregazione amministrativa di scopo e di area vasta, in risposta a bandi e avvisi europei, nazionali e regionali, come conferma il sindaco sottolineando «l’esigenza di collaborare con altre realtà e creare nuove possibilità di sviluppo, interazione e commercializzazione per la nostra comunità sociale e produttiva è fondamentale».

Sul piano operativo toccherà invece alla società semplice agricola “l’Ulivo” identificare invece gli allevatori più idonei e preparati ad effettuare le attività formative ai giovani tunisini, mentre l’associazione “Focus Europe”, ente no-profit e partner tecnico del Consiglio della Autonomie locali della Regione, si occuperà di supportare il Comune di Nuoro nella gestione di tutte le attività di progetto. Abbiamo individuato nel governatorato di Sidi Bouzid e nel settore agricolo e lattiero-caseario le possibilità per l’attivazione di percorsi progettuali per lo sviluppo socioeconomico sostenibile e solidale dell’area”, spiega Giuseppe Cappai, presidente di Focus Europe, laboratorio progettuale per l’integrazione europea, «si tratta della città da dove nel 2010 cominciò la Primavera araba e che purtroppo oggi conta il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Tunisia».
Per questo motivo tra i risultati attesi dal progetto – conclude la nota-stampa del Comune di Nuoro – c’è quello di migliorare il contesto economico-sociale e mitigare il malessere e la vulnerabilità dei giovani disoccupati. Non solo accoglienza e integrazione come giusto che sia ma anche supporto e collaborazione istituzionale e trasferimento di competenze in loco in Tunisia, grazie al parternariato che si è costituito per questo progetto dai tanti significati: politico, culturale e sociale.

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