Inquinamento a Ottana, esposto alla Forestale

«Nel corso di vari anni, all’interno di un terreno limitrofo al depuratore consortile TAS della zona industriale di Ottana, sono state collocate circa novemila tonnellate di ceneri pesanti, provenienti dalla combustione di rifiuti industriali, tra i quali fanghi Pan dryer».

La denuncia, grave se confermata nei suoi aspetti principale, arriva dal deputato nuorese Alberto Manca (Cinquestelle, foto in alto) da tempo impegnato sul problema dell’inquinamento e firmatario sulla vicenda di un esposto formale presentato al Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale Forestale di Nuoro «affinché vengano compiuti gli opportuni accertamenti e sui fatti e sulle eventuali responsabilità a questi conseguenti. Qualora risulti ancora inquinato, il fondo deve essere rapidamente bonificato, per intero, e i soggetti che si sono resi responsabili dell’inquinamento e delle omesse bonifiche dovranno risponderne nei termini di legge».

I dubbi esternati da Alberto Manca sono fondati su documenti ben precisi. «Attraverso un accesso agli atti – scrive il parlamentare – è stato possibile ottenere parte della documentazione inerente al “Progetto per il conferimento a discarica di ceneri pesanti depositate nella Z.I. di Ottana”, predisposto nel 2003 della Provincia di Nuoro. Dall’esame dei documenti emerge che è stato conferito a discarica appena un terzo delle ceneri depositate sul sito in questione, pertanto è ragionevole dubitare sul corretto smaltimento delle restanti 6000 tonnellate (circa), delle quali non si ha apparentemente traccia. Si tenga presente che gli interventi di bonifica erano stati attivati in ragione dei valori di metalli rilevati nel suolo, al di sopra dei limiti accettabili imposti dalla normativa».

Nell’area l’ultimo dei parziali interventi di risanamento di cui Manca è riuscito ad avere notizia risalirebbe al 2004, ma a preoccupare il deputato è che il terreno dove sarebbero state scaricate le ceneri «oggi pare essere destinato a finalità agricole, comportando dunque elevati rischi per la salute umana».

«È assurdo – denuncia Alberto Mancache questa situazione sia stata totalmente trascurata dalle Giunte regionali degli ultimi lustri. Del deposito di ceneri pesanti e della necessità di procedere ad un accertamento e all’eventuale completamento della bonifica non vi è alcuna traccia nel Piano regionale di bonifica dei siti inquinati, aggiornato di recente dall’assessorato della difesa dell’Ambiente. La relazione di piano descrive una serie di interventi di bonifica da realizzare in vari siti inquinati sul territorio regionale, ma nulla prevede per il sito in questione. Ma neppure gli altri documenti relativi ai progetti per un rilancio di Ottana ne fanno menzione. Come si può parlare di sviluppo senza le opportune bonifiche?», si chiede il parlamentare del M5S rilevando anche ritardi, silenzi e omissioni a livello locale: «Su questa vicenda anche l’Amministrazione Provinciale di Nuoro ha gravi responsabilità, avendo apparentemente relegato il problema nel dimenticatoio, dopo un iniziale interessamento», denuncia ancora Manca allargando il discorso «a tutte le autorità competenti perché «nessuna in 15 anni si è preoccupata di comprendere che fine abbia fatto questo deposito di rifiuti e soprattutto se vi sia stato uno smaltimento illecito degli stessi, quantomeno non ne è stata data notizia ai cittadini».

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