Inps riprova a chiudere le agenzie territoriali

Ci sono anche Siniscola (foto in alto), Macomer e Sorgono tra le undici sedi Inps che, su 19 in campo nazionale che l’istituto pensionistico vorrebbe chiudere  in Sardegna applicando una recente circolare che prevede per ogni ufficio distaccato un bacino d’utenza di almeno 60 mila residenti e più di dieci unità di dipendenti assegnati. «Parametri assurdi e di fatto inapplicabili in Sardegna», secondo Davide Paderi, segretario regionale della Cisl-Funzione Pubblica che ha invitato la politica sarda  a «far sentire la sua voce, assieme ai parlamentari, per scongiurare una decisione che potrebbe giungere a breve». Un appello anticipato dalle proteste dei Comitati provinciali e regionale dell’Inps, colto dalla presidenza del Consiglio regionale che ha convocato le parti sociali per il 10 ottobre. I parametri Inps avrebbero effetti devastanti nelle zone interne. Con Siniscola, Macomer e Sorgono rischiano infatti la chiusura le agenzie di Lanusei,  Ghilarza, Ozieri, Tempio, Carbonia, Alghero, Senorbì e Assemini.  «Da tempo – scrive Paderi in una nota – il vertice nazionale Inps cerca di ridimensionare la presenza nell’Isola, applicando schemi e teorie chiaramente non calibrate su una realtà come quella sarda. Anche il blocco del turnover ha colpito Inps in Sardegna, infatti nell’Isola gli operatori sono scesi a meno di 800. Nonostante tutto l’Istituto nazionale di previdenza torna all’attacco, dopo alcune frenate momentanee, sempre con il discorso della chiusura di 11 uffici territoriali».