Inps, prove di smantellamento a Nuoro

«Un criterio di valutazione assolutamente incomprensibile, ma soprattutto inaccettabile, perché si basa su parametri che tengono conto di indicatori che non possono essere uguali su tutto il territorio nazionale»: è netta e decisa la posizione del Consiglio provinciale dell’Inps presieduto da Tonino Ladu (nella foto) dopo che alla sede di Nuoro dell’Istituto pensionistico non è stato destinato nessuno dei 66 neossunti in Sardegna (39 a Cagliari 20 a Sassari, 7 ad Oristano). Eppure – si legge in un documento – «nella sede di Nuoro nel triennio 2017-2019 si è passati esattamente a 40 unità in meno che, ovviamente, comporta un’inaccettabile aumento del carico di lavoro del personale». Doppiamente inaccettabile perché «nel frattempo, il carico ordinario di lavoro è aumentato per effetto dei provvedimenti governativi come quota cento Reddito e pensione di cittadinanza: lascio immaginare – sostiene Tonino Ladu –  lo stato di stress che stanno sopportando, ma la cosa più grave è che se non c’è il ricambio che va fatto in presenza del personale in servizio, in modo che possa trasferire modi e procedure a quello nuovo, se non viene destinata nessuna nuova unità alla sede, come sarà possibile dare risposte certe nei tempi dovuti alla cittadinanza?»

Proprio una carenza di organico così marcata, «rischia di compromettere gli ottimi risultati qualitativi fin qui ottenuti, («la sede di Nuoro è fra le prime 15 a livello nazionale») grazie all’impegno organizzativo delle direzioni provinciale e regionale, ma soprattutto al professionale lavoro dell’insieme dei dipendenti svolto quotidianamente con passione e senso profondo del dovere, per rispondere congruamente alle tante istanze provenienti dalla popolazione del territorio.

La situazione della sede Inps di Nuoro è stata rappresentata con preoccupazione al presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) Guglielmo Loi in occasione del Comitato regionale Inps convocato a Cagliari il 16 luglio proprio appositamente convocato per fare un’analisi della situazione generale dell’Istituto, compresa la grave situazione degli organici in Sardegna, in particolare per quanto riguarda la sede di Nuoro. In quella sede Tonino Ladu come presidente provinciale e Gianfranco Mussoni, componente del Comitato regionale Gianfranco Mussoni hanno sollevato con forza il problema Comitato appositamente convocato per fare un’analisi della situazione generale dell’Istituto, compresa la grave situazione degli organici in Sardegna, in particolare per quanto riguarda la sede di Nuoro.  «Il Comitato Regionale ha condiviso la nostra rivendicazione e si è schierato unitariamente per il sostegno incondizionato alla nostra battaglia», sostiene Ladu rilevando che«il presidente del Civ  ha condiviso la grande preoccupazione per la situazione della sede di Nuoro e si è impegnato a portare all’attenzione della direzione generale dell’Inps e del Ministero competente la criticità degli organici della sede».

Dopo aver sottolineato le difficoltà che la Barbagia vie per la carenza di servizi, ile difficoltà economiche, la viabilità e l’assenza di collegamenti pubblici che caratterizzano anche l’Ogliastra facente capo anch’essa a Nuoro, il Consiglio provinciale dell’Inps di Nuoro, composto dai rappresentanti sindacali e delle organizzazioni imprenditoriali ribadisce la volontà di «non lasciare nulla di intentato affinché «questa sciagurata decisione che appartiene esclusivamente alla direzione generale non sarà rivista poiché siamo convinti che dietro ci sia un piano di ridimensionamento che passa attraverso una contrazione delle risorse umane, per andare progressivamente a chiudere le strutture periferiche e quindi smantellare la sede». Un’ipotesi che non viene avallata dai parlamentari nuoresi del M5S Alberto Manca e Emiliano Fenu che nei giorni scorsi si sono occupati del problema e stanno seguendo la vicenda a Roma (https://www.ortobene.net/inps-nessun-ridimensionamento-nuoro/), mentre proprio le iniziative di sensibilizzazione portate avanti dal Consiglio provinciale dell’Inps sta coinvolgendo parlamentari, consiglieri regionali, le istituzioni territoriali attraverso le Unioni dei Comuni, Comunità Montane, Regione e sindacati che si stanno mobilitando formalizzando anche con documenti e ordini del giorno la volontà di difendere e anzi chiede il rafforzamento della sede Inps di Nuoro.

Intanto il Comitato provinciale composto per legge da rappresentati dei sindacati e delle organizzazioni professionali, insediatosi il 22 febbraio con l’elezione a presidente di Tonino Ladu (https://www.ortobene.net/inps-insediato-nuoro-comitato/) prosegue nell’approfondire i vari problemi direttamente nelle realtà territoriali.  Il 23 luglio è stato, infatti, convocato nella sede territoriale di Siniscola, con la partecipazione anche del presidente del Comitato Regionale Inps Piero Agus e della direttrice regionale dell’Istituto Cristina Deidda. «I lavori del comitato – sottolinea Ladu – hanno messo in evidenza le varie difficoltà ed espresso la volontà di lavorare per rafforzare la linea della permanenza e potenziamento della sede di Nuoro e di tutte le agenzie, infatti il Comitato Provinciale ha già stabilito un calendario di riunioni in tutte le sedi territoriali».