Incendi e condotte? «La vera emergenza è Abbanoa»

Comprensibile allarme sociale  nel vedere le fiamme arrivare vicino alle abitazioni invase dal fumo (o a ridosso dei capannoni industriali di Pratosardo), ma a Nuoro, città capoluogo schiava di una condotta adduttrice «fatta male 30 anni fa e da sostituire completamente il prima possibile» (parole del sindaco Andrea Soddu), la vera emergenza resta la regolare fornitura di acqua potabile. Problema che accomuna la città e iMamoiada, fotografato alla perfezione da Luciano Barone primo cittadino di quest’ultimo centro: «Cosa succederà se, per fare un esempio, i rubinetti resteranno a secco durante la sfilata del Redentore o da noi in pieno carnevale? Diventerà un ingestibile problema di ordine pubblico – è stata la risposta che si è dato lo stesso amministratore barbaricino – che noi sindaci ci troveremo ad affrontare con le nostre sole e poche forze». Un’incertezza quotidiana reale che non fa stare tranquillo per primo lo stesso Soddu, pur soddisfatto nell’apprendere che a ottobre almeno si inizieranno a spendere in città i tre milioni e 400 euro disponili partendo dalla rete idrica delle vie Tempio, Maddalena e Resistenza che saltano a settimane alterne, come ben sanno gli abitanti della zona e ben dimostra l’asfalto scavato a più riprese..

Oggi però a trattenere il fiato è  tutta Nuoro perché solo i consumi ridotti per le ferie e i tanti residenti fuori casa, ha salvato la città dall’ennesima restrizione idrica visto che le scorte nei serbatoi hanno permesso di garantire le forniture dopo l’interruzione nella condotta principale collegata al potabilizzatore di Janna ‘e ferru caratterizzata ancora una volta dalle poche (e in questo caso nulle) informazioni da parte del gestore.

Quando nella tarda mattinata gli assessori regionali ai Lavori pubblici Roberto Frongia e all’Ambiente Gianni  Lampis, che già hanno visitato le zone incendiate in periferia (Pratosardo compresa) e l’area di Su Pinu dove sorgerà la Scuola forestale, rientrano in città dalla base antincendi di Farcana, peccato che non passino per via Aspromente: sarebbero incappati nella solita squadra di Abbanoa al lavoro per tappare l’ennesima falla in quella rete idrica che si ripresenta quasi settimanalmente o allontanarsi di poche decine di metri per scoprire la strada allagata da un perdita segnalata da tre giorni. Questa è la realtà della città che dice di aver voluto fotografare, organizzando la visita degli assessori, il consigliere regionale Pierluigi Saiu: «Adesso basta. Quello di ieri è stato l’ennesimo guasto alla condotta di Jann’e Ferru. Il quarto in meno di due mesi», ha detto il presidente della commissione Autonomia e Riforme in Consiglio regionale: «A luglio il servizio è stato sospeso o ristretto almeno cinque volte. Ad agosto sono rimasti senz’acqua i quartieri di San Pietro, Sa ‘e Sulis e Pred’Istrada. Nei giorni più difficili è stato necessario richiedere le autobotti. Non si può continuare così. Siamo nel 2019. Devono essere realizzati investimenti importanti sulla rete che porta l’acqua in città e nelle case dei nuoresi. La città non deve più rimanere senz’acqua. Non è tollerabile. Nuoro e i nuoresi non possono più aspettare – ha concluso Saiuecco perché voglio che venga svolta una seria attività di verifica su Abbanoa. Lasciare la città senz’acqua ha dei rischi. L’inefficienza di questo sistema è sotto gli occhi di tutti, come testimonia la rottura di ieri. Per non parlare dei guasti alla rete cittadina. La gestione del servizio da parte di Abbanoa non è soddisfacente».

Parole dure accompagnate nella conferenza stampa finale nella sede dell’Ispettorato forestale di via Trieste, da una vera e propria sentenza letta dall’assessore Frongia. Perché, paradossalmente, non è un problema di finanziamenti ma dell’organizzazione di un gestore «che non è all’altezza, una società incapace di dare risposte in tempi rapidi e spendere le tantissime risorse»: concetti chiarissimi quelli dell’esponente della Giunta Solinas che confermano il pesante giudizio già espresso con la richiesta di rinvio del bilancio nell’assemblea di fini luglio: «Non ho nessuna intenzione di perdere tempo  all’assemblea degli azionisti il 18 settembre pretendo risposte ai problemi sollevati», ha ribadito Frongia ricordando che la Regione è azionista della società al 70%, il resto è diviso tra i Comuni (Nuoro 1,4081149%). L’assessore ai Lavori pubblici «rende merito» alla Giunta Pigliaru che «capitalizzandola investendo 184 milioni. ha avuto la lungimiranza di mettere Abbanoa nelle migliori condizioni e ora il gestore del servizio idrico ha la responsabilità di essere efficiente e efficace come bisogna riconoscere che non aiuta una legislazione complessa». Facile intuire che su questo fronte i consiglieri di opposizione Claudia Camarda, Paolo Manca e Peppe Montesu, presenti al sopralluogo, troveranno ulteriormente argomenti nella seduta del Consiglio comunale di Nuoro del 5 settembre quando è prevista l’audizione di Abramo Garau, amministratore unico di Abbanoa. Come Paolo Fadda – davanti alla constatazione che comunque per rifare ex novo i 27 chilometri della condotta adduttrice i tempi non saranno brevi (tanto che Luciano Barone chiede senza tanti giri di parole la nomina di un commissario), vede rafforzata la sua mozione su uno stringente protocollo di protezione civile e un’adeguata informazione quando l’acqua tornerà a mancare.

Più concreti gli impegni sulla Scuola forestale: il finanziamento di nove milioni è salvo, entro il primo trimestre del prossimo anno dovrà essere ultimato il progetto esecutivo (la gara per individuare il progettista è in corso con i lavori da ultimare entro il 2023 . Intanto – ha ricordato Andrea Soddu – bisognerà pensare ai contenuti, all’impianto da dare alla scuola, puntando alto sulla vocazione euromediterranea e sfruttare esperienze informative già in atto che proiettano Nuoro in Africa, con la sinergia che la Regione deve attivare subito tra Università e Cnr.

Le certezze ufficiali sulla Scuola forestale («finalmente impegni precisi», chiosa Saiu) consentono di aprire il capitolo degli incendi. «Quando la comunità chiede ascolto noi siamo stati presenti», ha sottolineato il consigliere regionale Giuseppe Talanas, presidente della commissione Ambiente: siamo venuti qui direttamente all’Ispettorato forestale inoltre per ringraziare il personale impegnato ben oltre il dovere istituzionale. Aleggia la polemica innescata da “Italia in Comune” che chiede a Gianni Lampis di non sfuggire al dibattito in Consiglio comunale dove è stato convocato dalla maggioranza. L’assessore prima sorvola sul contrasto ma poi – a precisa domanda – non si tira indietro: «Hanno attaccato le chiavi nel posto sbagliato», dice per poi sottolineare che «ognuno di noi deve essere consapevole del perimetro e del ruolo che si ricopre senza farsi dettare l’agenda da altri». Insomma Lampis non andrà in Consiglio comunale a Nuoro, ma rivendica con orgoglio la sua autonomia istituzionale, anche perché – lo ricorda Talanas – a cavallo di Ferragosto è arrivato nel Centro Sardegna quattro volte perché – rivendica l’interessato – gli incontri nel territorio, oltre al dovere dell’ascolto, sono indispensabili per colmare anche la distanza tra istituzioni e cittadini» e, inoltre,  dove è necessario bisogna «ribaltare la concezione della Protezione civile che dal vertice scarica la responsabilità sulle periferie».

L’incontro (presenti il Comandante regionale del Corpo forestale Antonio Casula, il direttore di Nuoro Giovanni Monaci e il comandante della stazione di Nuoro Franco Licheri, è utile per fare il punto dei roghi in provincia di Nuoro in questo primo scorcio di estate: 153 incendi, 46 dolosi, 10 colposi, 97 in fase di accertamento; 25 interventi dei Canadair, 141 degli elicotteri; 124 gli ettari bruciati a Torpè 124, 379 a Bitti, 54 a Ottana; 430 a Dualchi 564 a Siniscola.

Ribadisce Lampis che in tutta l’Isola nella media degli ultimi dieci anni, a fronte di un aumento del 10 per cento dei focolai la superficie media percorsa dal fuoco diminuisce di ben il 60%, «a dimostrazione della professionalità degli uomini e dell’efficienza dei mezzi». Apparati che comunque vanno rinforzati e ringiovaniti ricorda Giuseppe Talas ribadendo l’impegno a riformare il Corpo forestale e potenziare Forestas «anche superando il precariato»

E gli incendi a Nuoro città? Se Talanas rileva il fenomeno che sembra accentuarsi delle fiamme a ridosso dei centri abitati, Lampis ricorre ai dati ufficiali: . 16 incendi interfaccia prospicenti aree urbane con poco più di 10 ettari inceneriti. Il problema però esiste, anche se lo stesso sindaco di Nuoro, riconosce che la «la macchina antincendio ha funzionato perfettamente con l’ottimo coordinamento Corpo forestale». Piuttosto bisogna mettere mano ai problemi strutturalie qui Soddu ha una richiesta secca: la Regione finanzi l’acquisizione dei 20 ettari della pineta di Ugolio di proprietà privata e in via di declassificazione da parte di Forestas.

 

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