«Inaccettabile che babbo rischi la vita per lavorare»

«Parlo per babbo e per gli altri camionisti: è inaccettabile che gli autisti delle autocisterne del latte, che si alzano all’alba e finiscono a sera inoltrata, tutti i giorni senza ferie e giornate libere, debbano rischiare la vita per andare a lavorare. Siamo famiglie con mutui che devono fare grandi sacrifici per sostenere le aziende. Quello che ci manca oggi è la serenità. La violenza deve finire. Stiamo uniti: pastori, trasportatori e trasformatori, qui è in gioco la tranquillità e il lavoro di tutta la filiera». Gavino Dore, giovanissimo figlio  di Mario, l’autotrasportatore che si è visto bruciare il camion attrezzato per la raccolta del latte lo scorso 9 marzo a Torralba, ha riassunto perfettamente con queste parole il senso della manifestazione che si è tenuta stamattina a Macomer iniziata con l’ingresso nel capoluogo del Marghine di 56 autocisterne (foto in alto) che garantiscono i tutta la Sardegna la raccolta della materia prima da lavorare nei caseifici. Strutture della trasformazione rimaste oggi chiuse proprio per solidarietà con gli autisti finiti nel mirino, con una serie di agguati condannati dagli stessi pastori. Alla manifestazione che dopo il corteo nelle strade di Macomer si è concluso nelle ex Caserme Mura, hanno presenziato i nomi storici dell’imprenditoria casearia come i Pinna di Thiesi e i Mura di Buddusò, molti sindaci guidati dal presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana («La violenza deve finire, i lavoratori devono essere tutelati dalle forze dell’ordine») in testa al corteo di oltre mille persone. A fare gli onori di casa è stata la vicesindaco di Macomer Rossana Ledda e il docente universitario e amministratore unico dell’Agenzia Forestas Giuseppe Pulina. Assenti i leader della protesta (è stato letto un messaggio del leader del Movimento pastori sardi Felice Floris), ma presenti tantissimi allevatori a titolo personale e senza sigle, come deciso ieri nell’assemblea di Tramatza.

«Siamo qui – ha detto il sindaco di Sassari Nicola Sannaperché crediamo che il diritto al giusto prezzo del latte debba essere rivendicato e per dire no alla violenza, perché crediamo fortemente che la battaglia di tutta la filiera lattiero-casearia sarà ancora più forte se sarà compatta e pacifica». In tutti i commenti il concetto più ricorrente è stato quello della «pace sociale» da ricostruire, riannodando fili di un dialogo appena iniziato al Tavolo regionale che tornerà a riunirsi domani a Sassari alle ore 10 con il commissario governativo per la filiera Giuseppe Marani che ha convocato per l’occasione anche i rappresentanti del Consorzio di tutela del pecorino romano

In contemporanea con la manifestazione di Macomer, convocata e presieduta dal prefetto Romilda Tafuri, a Cagliari si è riunita la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, presieduta e che si è tenuta all’Ufficio Territoriale del Governo di Cagliari. La situazione della vertenza-latte è stata esaminata anche nell’ottica della sicurezza alla presenza del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Cagliari, i prefetti ed i questori sardi, i comandanti regionali e provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, e il dirigente del compartimento della Polizia Stradale.

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