Il vero virus: la Certezza assente

Non capisco ma mi adeguo, come nel tormentone di Maurizio Ferrini, questo era il mio modo di pensare all’inizio della pandemia. Mi lasciavano perplesso i tanti scienziati, in lotta tra loro, tutti sicuri di avere in tasca la ricetta. A me hanno insegnato che lo scienziato non è uno in possesso del grimaldello dei vari problemi ma uno appassionato nel cercarlo. E dopo averlo trovato continua a cercare per trovarne uno migliore. L’uomo di scienza non è uno preoccupato di trovare conferme alle sue certezze ma preoccupato di metterle continuamente alla prova. Invece abbiamo avuto passerelle di esperti e sapienti persuasi di avere ognuno ragione e gli altri torto.
Poi c’era e c’è il mitico CTS (Comitato Tecnico Scientifico), ossia il concentrato del sapere e del suggerire. Non uno, come dovrebbe essere per lo Stato italiano, ma bensì un’idra dalle cento teste visto che ogni Regione si è dotata del suo Comitato dopo avergli garantito lo scudo penale. Cosa di non poco conto visto quanto successo in Abruzzo con il Comitato Sisma Centro Italia finito a processo per non aver previsto il terremoto. Agli occhi del magistrato è reato grave non prevedere l’imprevedibile.
Poi c’è la politica fatta di annunci e ripicche. Se i partiti di maggioranza dicono ba, quelli all’opposizione debbono dire bo. Se inLombardia, regione del centrodestra, si fa una scelta non va bene; se fatta nel Lazio, di centrosinistra, la stessa scelta va bene. Se la Sardegna azzarda qualche rimostranza è subito zittita (con plauso delle rappresentanze stanziali dei partiti al Governo nazionale), mentre, invece, Campania e Puglia possono fare quanto loro aggrada perché in sintonia con Roma. Aspettarsi certezze dalla politica è qualcosa contro natura.
Poi ci sono i grandi giornali, reti televisive e di comunicazione di massa. Ormai da gennaio ci dicono tutto ed il contrario di tutto, condendo scientemente allarmismi e pillole tranquillizzanti; stracciandosi or le vesti e dopo incoronando come eroi questo o quest’altro. Dinanzi alla pandemia, il nostro sistema informativo si è rivelato più subalterno e fazioso che mai (eccetto che innanzi alla magistratura). Hanno trasformato il Covid in uno scontro di natura politica ignorando che il virus non risponde ai dettami delle segreterie di partito. Si sono cercati colpevoli ad ogni costo, pretendendo che Presidenti di Regione e sindaci sapessero fare quanto nessuno era in grado di fare.
In tutti questi mesi, più ho ascoltato e più ho letto e meno ho capito.
Il tormentone di Ferrini è cresciuto di giorno in giorno. Ascolto tutti, e più ascolto, leggo, e meno mi raccapezzo. Declamano certezze e nel sentire comune aumentano esponenzialmente dubbi e paure. La seconda ondata sarà peggiore o più lieve della prima? Dipende dal primo giornale letto, dal primo TG visto, dal primo esperto alla ribalta. Frate Indovino, al confronto, ci azzecca più di loro. Ed è inevitabile che accada quando le opinioni pretendono di diventare evidenze, le probabilità certezze. Nella notte dell’opinabile tutte le vacche sono nere e tutte hanno la stessa rilevanza. La logica cede il passo alla suggestione e il senso pratico all’incertezza. Non avere paura: invito facile da dire, difficile da credere. Con un risultato finale: la paura e l’odio sono gemelli, si richiamano e si nutrono a vicenda. Per non aggravare la situazione continuo ad adeguarmi ma capisco sempre meno, vittima di venditori di certezze inesistenti.

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