Il Tesoro che è in te e che tu sei

C’ è un tesoro nascosto nella terra della nostra vita, ben celato dentro le pieghe del nostro vissuto. È un tesoro prezioso che non trova eguali; quando ci si accorge di averlo dentro di sé, l’unico modo per custodirlo è vendere tutto il resto, perdere per guadagnare. È significativo come l’uomo che trova il tesoro nascosto nel campo, presentato da una delle tre parabole evangeliche di questa domenica, nasconde nuovamente il tesoro e poi «pieno di gioia vende tutti i suoi averi e compra tutto il campo». Cristo è il tesoro nascosto nel campo, la perla più preziosa, è il Regno di Dio che non è lontano da noi, anzi, che non solo è in mezzo a noi, ma dentro di noi. Le profondità della terra che nascondono questo tesoro ineguagliabile, sono le varie dimensioni della nostra vita, che il Signore oggi, in un certo modo, ci chiama ad acquistare da Lui, vendendo tutto ciò che consideriamo nostri averi, per riceverci unicamente dalle sue mani. Quante cose di noi, spesso, non sappiamo accettare?! Spesso non ci sappiamo amare in modo sano, come Dio vuole, ed accogliere per quello che siamo. Quante ribellioni nascono dal voler essere onnipotenti, dal rifusi fiuto delle fragilità e dalla scarsa conoscenza del terreno del nostro cuore. Qualche domenica fa Gesù nella parabola del seminatore ci ha invitato a guardare su quale terreno si va a depositare il seme della sua Parola. Il terreno che racchiude il Tesoro che è Gesù, non può essere separato dal Tesoro. È un terreno prezioso e sacro, da dissodare, edificare e abitare con amore. In fondo non abbiamo capito quanto valiamo agli occhi di Dio e che, uniti con Lui, siamo tesoro inestimabile! La prima lettura, dal Primo libro dei Re, ci presenta il re Salomone, all’inizio del suo regno. Dio lo invita a chiedere quello che vuole, ed egli, anziché domandare ricchezze e potenza per governare, si trova a fare la richiesta più necessaria e saggia che l’uomo possa fare per la sua vita: «un cuore docile», che sappia distinguere il bene dal male, letteralmente «un cuore ascoltante », che sappia discernere e agire secondo verità e giustizia.
Vendere e acquistare, perdere e guadagnare. La vita degli uomini è continuamente coinvolta in queste logiche, ma alcune volte, sono proprio gli interessi in gioco, i propri interessi e vantaggi personali, con- con cose effimere, a sviarlo, a rovinare i suoi giorni.
Trovare pace nella terra del proprio cuore significa proprio imparare ad ascoltare la propria vita, imparare a guardarla come Dio la guarda, con amore e con la certezza che «tutto concorre al bene di coloro
che amano Dio», per coloro che sono da Lui amati, conosciuti, chiamati e «predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il Primogenito tra molti fratelli».
Possiamo infatti vivere una vita alle volte frenetica, o al contrario, estremamente rilassata. Possiamo trovarci a vivere esistenze comode, o ad essere scontenti, quando non si riesce a trovare la pace dentro di sé e ci si adagia in una falsa pace, ancor peggio, vivendo da rassegnati ad una realtà che non cambia. Ma il cristiano, più che mai, oggi, è invitato dal Signore ad essere determinato nella vita. Oggi, questa Parola il Signore la rivolge a me che scrivo e a te che leggi o ascolti. Una volta riconosciuto il vero Tesoro, non c’è tempo da perdere, occorre essere scaltri e semplici, ed investire tutti i doni e le energie ricevute da Dio, tutta la vita ricevuta dalle sue mani, per orientare tutti i passi, da compiere giorno per giorno, nell’Amore. Ogni giorno, siamo chiamati a fare piccole scelte. Il Signore ci conceda veramente un cuore docile, un cuore ascoltante! Facciamo nostra la preghiera di Salomone, per rimanere in ascolto della vera Sapienza. Purtroppo, sappiamo che il re Salomone alla fine della vita si lasciò pervertire il cuore dal culto degli idoli, inebriato dal potere si lasciò corrompere il cuore. Questo finale deludente della sua storia e del suo Regno su Israele, ci insegna e ricorda la necessità di vigilare sempre sul nostro cuore, di non sentirci mai sicuri, di non appoggiarci mai sulla nostra intelligenza, e ci invita ad essere come i piccoli del Vangelo, ai quali appartiene il Regno dei cieli. La vera Sapienza è rivelata ad un cuore che si riconosce piccolo davanti a Dio, che trova Lui come unico Tesoro, che si ritrova ad essere talmente unito a questo Tesoro, tanto da diventare, come dice il Vangelo, «simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche», padrone di casa perché la sua esistenza la riceve giorno per giorno dalle mani buone e provvide del Padre nostro che è nei cieli.

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