“Il Sindaco ha sempre ragione”

Caro Gianluigi Littarru, noto Gigi, Sindaco del meraviglioso Comune di Desulo, unendoci al lungo elenco di testate nelle quali si è parlato di lei (non ultimi i titoli di Vanity Fair e Dagospia), potevamo nelle nostre pagine de L’Ortobene non condividere con i lettori la sua applauditissima “ordinanza” che finalmente mette la parola “fine” sulle tediosissime chat di genitori su WhatsApp?
Si scherza, Sindaco, e il suo spassosissimo “monito” (ordinanza finta, ribadiamolo!) che pubblichiamo di seguito e per cui tante mamme e babbi affettuosamente ringraziano, è solo uno spunto per raccontare quello che considero un graditissimo esempio di come sia possibile interagire in maniera spontanea e rispettosa sui propri profili social privati o istituzionali anche e soprattutto quando si ricopre un incarico pubblico, utilizzando efficacemente e con garbo uno strumento che è parte integrande della nostra “socialità” reale, chiamarla “virtuale” è sottrarre responsabilità a chi ne fa un disuso: siamo noi e sono persone in carne ed ossa quelle che dietro le tastiere di computer e smartphone scrivono, postano, commentano, condividono il proprio pensiero e soprattutto sono persone quelle che ci “ascoltano”.
Il suo post, diventato virale in pochissimo tempo, mi da modo di raccontare a chi ci legge che l’interazione dei Sindaci con i cittadini, che per essere immediata, tempestiva e pervasiva non può che avvenire oggi attraverso i social media le cui notifiche ci giungono istantaneamente attraverso gli smartphone, continua ad essere la vera protagonista in questa pandemia.
Mai come in questi mesi la comunicazione pubblica istituzionale ha avuto un ruolo così determinante nell’efficacia dell’azione amministrativa proprio grazie all’utilizzo dei media digitali da parte dei Sindaci; a partire da Emiliano Deiana che rappresenta tutti voi 377 primi cittadini sardi, che a fine giornata di ogni lunghissima odissea quotidiana del tempo del lockdown andava in diretta Facebook per comunicare il punto dell’emergenza, sono i primi cittadini di ciascun Comune sardo (e dell’intero stivale) che in queste lunghissime giornate di “seconda ondata”, in cui si attende l’esito dei tamponi diagnostici e di controllo dello stato di positività al Covid-19 dei propri concittadini, ci comunicano in tempo reale e prima di qualunque report complessivo (e spesso poco aggiornato) della Regione, l’andamento dello screening epidemiologico sul territorio.
I Sindaci però sui social network, insieme a tanti Parroci, non soltanto informano e ammoniscono ma rassicurano, rincuorano, scherzano, ci strappano un sorriso. Ecco perché ho voluto condividere oggi il suo tentativo ben riuscito di far sorridere con garbo i suoi concittadini.
Quando a Barak Obama chiesero nel 2009 perché la Casa Bianca avesse aperto un profilo sull’allora neo nato social network Facebook, rispose che è dovere di chi ricopre un ruolo istituzionale, pubblico, di chi rappresenta e deve rendere conto ai cittadini della propria azione, farlo non soltanto attraverso i canali tradizionalmente noti ma anche, con spirito di collaborazione, partecipazione e trasparenza, attraverso la propria presenza nei nuovi spazi di interazione in cui è possibile “incontrarli” e parlare con loro, confrontandosi istantaneamente: in rete, quella piazza digitale, e non per questo meno reale, parte integrante della nostra quotidianità, per lavoro o per diletto, che forse può apparire a volte un po’ troppo grande e dispersiva e dove non sempre tutti sentono la responsabilità di quanto condividono ma nella quale, con la giusta consapevolezza, voi istituzioni riuscite a raggiungere noi cittadini più efficacemente.
Ecco perché ho voluto sottolineare il suo scherzoso intervento, e poi perché, lo confesso, così per par condicio la smetto di citare sempre per quanto comunica efficacemente in rete la mia amica sua collega Sindaca di Fonni (ecco adesso immaginatevi entrambi quell’emoticon gialla tutta sorridente).
Onore e gratitudine ai Sindaci, tutti, senza i vostri post ci sentiremmo tutti ancora più “spaesati” in questa strana “nuova” normalità!

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