Il nuovo “arancione rafforzato”
di Luca Mele

15 Dicembre 2020

3' di lettura

Di primo mattino, il giornalista fa eco a una nuova definizione del mondo politico: “l’arancione rafforzato”. Neologismo preoccupante anche per la Giotto nella produzione di pastelli e pennarelli sapendo che presto i bambini potranno dire «Passami l’arancione rafforzato». Senza spremere troppo le meningi o impegnare più di tanto la fantasia, si faccia un passo indietro negli anni per ritrovarci alle elementari dove un giorno si accoglie la nuova supplente, giovanissima e preparatissima, ma con poca esperienza per gestire un ragazzo con bisogni educativi specifici. Il classico compagnetto di cui i coetanei si lamentano rientrando da scuola e del quale le mamme parlano abbondantemente nelle loro chat, dimenticando l’innocenza del soggetto e le cause recondite sicuramente radicate in altre difficoltà familiari. La giovane insegnante, appena arrivata, nell’impossibilità di gestire quel piccolo terremoto, decide di togliere la ricreazione a tutta la classe, rinnovando puntualmente la sua strategia a oltranza per tutte le volte che l’alunno in questione non si sforza di rispettare la disciplina, perché incapace di prendere provvedimenti mirati. Gli altri componenti si lamentano, ma la risposta della neo insegnante è sempre questa «Non mi interessa niente, prendetevela con lui». Così un governo incapace ad avere una linea coerente, il quale salta il confronto parlamentare forte di una plenitudo potestatis conquistata prepotentemente e decide dentro una ristrettissima regia cosa dover fare o non farci fare, trascurando la separazione dei tre poteri o accentuandola così tanto da ignorare quello giudiziario, con la conseguenza di incredibili acrobazie nello spettacolo delle contraddizioni dalla mattina alla sera. Sarebbe stato più logico studiare le riaperture con l’ausilio dei controlli, dal centro di Milano a Bruncuspina (dato che un Cashback è un invito ad uscire) e intervenire nei confronti dei singoli davanti alle imprudenze e irresponsabilità, non per punire, bensì per offrire un servizio. Invece no, l’esecutivo si nasconde, infilando nuove restrizioni in mezzo alle priorità di cannabis e monopattini, per toglierci i principi costituzionali della famiglia, della libertà, del culto. È negazionismo, questo? No, è l’affetto di ciascuno per i propri cari, che detta il rispetto e l’attenzione per la loro salute. Abbiamo 48 ore per trovare conferma dell’eterno ciclo tra apri e chiudi, come se fossimo un vasetto di sottaceti.

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