I volti della solidarietà

Ho visitato la comunità di Bitti, accompagnato dal parroco don Totoni e insieme al Vicario Generale don Giuseppe, martedì 1 dicembre. Scene di un paese capovolto, ma non vinto.
Ho incontrato gente che non ha scelto di stare con le mani in mano, ma di mettere in campo gesti che manifestano il desiderio di ripartire subito, senza esitazioni. Ho visto persone che riaprivano porte, finestre e serrande – molte bloccate dal fango – perché si respirasse l’aria pura della rinascita e non quella della rassegnazione.
Ho incontrato squadre di volontari che ripulivano strade e aprivano varchi, perché nulla impedisse di bloccare la voglia di ripartire.
Ho visto gente che non ha nessuna voglia di scoraggiarsi e che apprezza ogni gesto di aiuto, cercando la compagnia giusta per condividere la speranza di ricominciare a rivivere normalmente.
In chiesa, durante la Messa, ho visto presenze serene, forti, fiere di aver fede, perché la fede fa diventare più forti di fronte alle difficoltà.
Incontrando i parenti di Lia, Tore e Giuseppe – vittime di un’alluvione omicida – ho ascoltato voci di dolore, ma mai di rabbia, già in partenza educate a piangere senza mai disperarsi. Per chi li ascoltava, come me, è stata una lezione di vita da non dimenticare.
La Diocesi, avviando la sottoscrizione, ha aperto una strada sulla quale molti stanno scegliendo di camminare, con fiducia.
Oltre cento bonifici in quattro giorni sono un bell’esempio di solidarietà reale. E anche le cifre – alcune piccole ma sempre concrete – dimostrano un’attenzione da non disperdere e una sensibilità da accogliere. Comunicheremo come spendiamo i soldi arrivati e che arriveranno. Abbiamo fiducia che la trasparenza ci aiuterà premiando con fiducia una Chiesa che, attraverso la Caritas, si pone ancora una volta accanto alla gente, aiutandola a ritrovare ragioni di vita e di speranza.

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