Gonare, un pane speciale

Quest’anno la festa dell’Annunciazione prevista il 25 marzo cadeva in Quaresima ed è stata spostata. Ma lunedì 9 aprile oranesi e sarulesi hanno atteso con ansia il momento della distribuzione del pane benedetto, su Pane e bintichimbe, come viene ricordato nell’immaginario collettivo. Una ricorrenza che risale ai tempi di Gonario di Torres, colui che decise di erigere la chiesa in cima alla montagna ringraziando la Madonna per esser sopravvissuto a un naufragio al ritorno da un viaggio in terra Santa e dandole il nome. Come ci ricorda Monsignor Giuseppe Melas, antico vescovo di Nuoro,  in uno dei suoi studi, il giudice sardo aveva un rapporto privilegiato con Pisa, “nella città dell’Arno Gonario crebbe e ricevette educazione e prese moglie. All’età di vent’anni, nel 1127, tornò in Sardegna a prendere il governo del suo Giudicato”. Fino al 1750 Il 25 marzo a Pisa si celebrava il Capodanno che coincideva con la festa dell’Annunciazione. Così l’usanza è continuata nel tempo. Da secoli meta di pellegrini che vengono a ogni angolo della Sardegna, come celebrano anche i romanzi del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda, il santuario di Gonare non perde il suo fascino. Nonostante il clima invernale e la giornata infrasettimanale, tante persone hanno partecipato alla messa mattutina celebrata dai parroci di Sarule e Orani, Don Roberto Carta e don Mario Mula. La distribuzione dei pani benedetti, che talvolta recano anche il timbro religioso segno di benedizione , è proseguita anche nei paesi di Orani e Sarule, dove le famiglie hanno chiesto la grazia per alcune persone malate anche in occasione della messa vespertina. Il pranzo è stato anche un momento di incontro e convivialità tra persone dei due paesi, unite da un culto per la Madonna che serve anche a spegnere inutili campanilismi e a sviluppare un senso dell’appartenenza religiosa che riconosce una unica Chiesa, santa cattolica e apostolica. L’accoglienza dei forestieri resta uno dei motivi di orgoglio dell’intera comunità. Alta Reina singulare / de su Chelu Imperadora, / o Soverana Pastora / de su Monte de Gonare, così celebrano i Gosos che accompagnano ogni anno la novena per la festa dell’otto settembre. Un inno all’amore fraterno in onore della Vergine.

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