Gonare, Santa Messa nella chiesa restaurata

I fedeli che lunedì 25 marzo saliranno alle ore 17 a Monte Gonare per celebrare la Festa dell’Annunciazione, potranno ammirare una chiesa (quasi) tutta nuova. Il sindaco di Orani Antonio Fadda ha, infatti, annunciato proprio oggi la conclusione della prima parte dei lavori, con il rifacimento del tetto e degli intonaci  e il restauro delle cumbessias. Un lavoro complesso  che ha permesso di recuperare le pitture originali, anche per la logistica: è stato necessario ricorrere all’elicottero per trasportare ponteggi e materiali nel santuario edificato a 1083 metri di altezza, il cui primo nucleo risale al 1147 (secondo la leggenda da Gonario II, giudice sovrano del Giudicato di Torres, dopo essere scampato a un naufragio) e costruito all’inizio del XVII secolo.

Nell’intervento distinto in due lotti all’interno di un progetto unitario curato dall’architetto Angelo Ziranu, il primo ormai concluso affidato al Comune di Orani che ha usufruiti di un finanziamento di 90 mila euro della Regione e il secondo curato dalla Diocesi di Nuoro finanziato con 100 mila euro dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi dell’otto per mille. Per ultimare il progetto manca il restauro dell’altare maggiore (colpito da un fulmine qualche anno fa) e dei due altari laterali che, rispetto alle previsioni, richiedono un impegno maggiore del previsto. Ziranu proprio in questi giorni sta ultimando una valutazione che porterà a decidere se restaurare tutti e tre gli altari: in questo caso – annuncia l’architetto, particolarmente coinvolto nell’intervento anche per le sue origini oranesi –  saranno necessari altri tre mesi di lavoro.

Comunque l’importanza dell’intervento sarà visibile già da lunedì prossimo ai fedeli che saliranno a Gonare. Si ricorda che per favorire la partecipazione i parroci di Orani e Sarule, don Mario Mula e don Roberto Carta e i rispettivi Comitati che stanno lavorando unitariamente, hanno deciso di spostare la Santa Messa dalla mattina alle ore 17. Dopo la funzione religiosa, come da tradizione, sarà distribuito su pane ‘e bintichimbe preparato per voto da alcune famiglie che in passato veniva timbrato con l’effige della Madonna.

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