Gonare, dove la speranza non tramonta mai

Una novena così non l’avrebbe mai immaginata nessuno, neppure Grazia Deledda che nelle sue opere ricordava la festa come un evento unico. A debita distanza, con bocca e naso coperte da una mascherina. Ma a Gonare la speranza non tramonta mai, neppure dopo la messa vespertina quando tutti tornano a casa e si danno appuntamento al giorno successivo. Nonostante la pandemia, nonostante le limitazioni, il santuario mariano più amato da oranesi e sarulesi continua a godere di una devozione popolare autentica.
Don Marco Stazzu, predicatore della Diocesi di Ales Terralba, scalda i cuori nelle sue omelie nel piazzale delle cumbessias. Parla di peccato, di una fede che non deve basarsi solo sulle parole. A Gonare c’è uno spaccato dell’antropologia barbaricina: la vedova devota, che sin da bambina è sempre presente in cima alla montagna. La madre di famiglia che accompagnata dal marito non vuole mancare all’appuntamento quotidiano con la Vergine. E poco importa se non si può salire sino ai mille metri della chiesetta, la statua sistemata all’inizio della scalinata indica la strada giusta.
Ci sono anche i bambini e i giovani, ragazzi che attendono di tornare alla normalità della vita scolastica e sanno che Gonare non è solo il nome di una festa religiosa, ma un motivo in più per credere in un mondo migliore. Ragazze universitarie che non hanno paura del freddo pungente per salutare la Madonna e ringraziarla per la protezione ricevuta. Ci sono i familiari di quelli che c’erano l’anno scorso e ora non ci sono più, ma si affidano a Nossa Segnora nell’intimità della preghiera e nella liturgia.
I volontari del comitato Nostra Signora di Gonare assicurano il loro sostegno ai pellegrini, una sedia su cui sedersi, una mano di aiuto per superare le barriere architettoniche, una parola di conforto per superare l’ultimo lutto familiare. L’invocazione alla Madonna sale già prima della celebrazione, nel momento del rosario. I gosos sono parole di vera fede che sgorgano dal profondo del cuore, nella forza della limba, sibilano come rondini nel vento di fine estate.
Chi non può salire partecipa alla messa delle 17 nelle parrocchie di Orani e Sarule, celebrate da don Mario Mula e Don Roberto Carta. La musica dei giovani alimenta la speranza, di un futuro migliore, magari senza virus e con più fiducia nel presente. La festa dell’otto settembre, giorno in cui si celebra la nascita di Maria, è il culmine di nove giorni intensi, in cui si dimenticano odi e rancori, e si prega tutti insieme davanti alla madre di Dio. A Gonare la speranza non tramonta mai.

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