Gli eredi della Terra
di Franco Colomo

4 Maggio 2019

3' di lettura

La sedicesima puntata della rubrica curata dagli studenti del Liceo Classico di Nuoro. Libriamoci è un progetto coordinato dalle docenti Venturella Frogheri e Paola Serra. Gli eredi della Terra è un romanzo dello scrittore e avvocato spagnolo Ildefonso Falcones, seguito de La cattedrale del mare, pubblicato nel 2006. Siamo nel 1387. Arnau Estanyol è ormai parte dell’élite barcellonese e si spende in prima persona per fornire aiuto agli indigenti, raccogliendo le elemosine. In quello stesso anno si spegne, dopo mezzo secolo di regno, il re Pietro IV a cui succede il figlio Giovanni. Purtroppo, al suo seguito, ritornano nella capitale catalana i Puig, famiglia che ha giurato vendetta contro Arnau. Quest’ultimo viene ben presto mandato in rovina e giustiziato. Il figlio Bernat, di soli dieci anni, è costretto a fuggire e a prestare i suoi servigi come corsaro ai re di Castiglia. Un amico di Bernat, di nome Hugo Llor, protetto di Arnau, che lavora nei cantieri navali della città, viene scaraventato in un mondo di violenza e sopraffazione. Grazie al duro lavoro e alla sua resilienza, riesce a diventare dapprima un eccellente vignaiolo e quindi un esperto cantiniere, rinomato in tutta Barcellona e ingaggiato dagli stessi reali. Ma egli si ritrova anche ad essere testimone di molti grandi avvenimenti storici: il pogrom degli ebrei barcellonesi nel 1391, la conquista della Sardegna nel 1409, la crisi di successione del 1410-12 che porterà un principe della casata reale di Castiglia, Don Fernando, a diventare re di Aragona con il nome di Ferdinando I e, ultima ma non meno importante, la ricomposizione dello scisma della cristianità cattolica tramite il concilio di Costanza tra il 1414 e il 1418. Una volta di più Ildefonso Falcones dimostra le qualità che fanno di lui un grande romanziere: innanzitutto la sua grande capacità di costruire intrecci complessi e coinvolgenti nei quali il realismo e la documentabilità storica vanno di pari passo con sorprendenti colpi di scena. Lo scrittore riesce a far immergere il lettore nelle vicende narrate a tal punto che si ha l’impressione di muoversi all’interno di un diorama, mentre ci si attarda a passeggiare per le vie di Barcellona, popolata dalla più varia umanità. Stavolta il fulcro dell’azione sono i sobborghi di Barcellona ovvero il Raval, che ospitava i cantieri navali e le coltivazioni vitivinicole. A tal proposito Falcones ci rende edotti sulle tecniche di vinificazione del tardo Medioevo, regalandoci una vera e propria miniera di informazioni. I personaggi sono egualmente tratteggiati in maniera accurata con grande introspezione psicologica: Hugo Llor, in particolare, appare lacerato tra la necessità di scendere a compromessi con una società rapace e ingiusta e i valori dell’amicizia e dell’amore i quali, nonostante le traversie, sono destinati ad avere la meglio in ogni circostanza. © riproduzione riservata

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