Giovedì sacerdotale

Pensando ad una riflessione da fare insieme a voi, in questo Giovedì Santo, abbiamo deciso di riportare una predica fatta giovedì 20 aprile 2000 da don Antonio Bussu (1926-2001), nella parrocchia di San Giovanni Battista a Fonni.
Interroghiamoci sul dono prezioso del sacerdozio.

«Oggi è Giovedì Santo, giorno dei grandi doni, dei preziosi regali. Il sacramento dell’amore, del sacerdozio, della divina Eucarestia. Era l’antivigilia della parasceve, Gesù con gli apostoli celebrava nel cenacolo la Pasqua ebraica. Ad un certo punto si alzò da tavola, si mise un grembiule e incominciò a lavare i piedi. Non è in gesti trionfali che Gesù si accinge a salvare il mondo, ma con un gesto di umiltà, di servizio. Gesù lascia il suo testamento. “Amatevi come io…” Il parametro per amare Dio è amare il prossimo. L’amore abolisce le distanze, il figlio di Dio si è fatto uomo. L’amore si fa dono. Cerca il bene della persona amata. Concretamente, l’amore è un fiume che ha la sua sorgente in Dio. L’amore è rispetto, perdono, pace. L’amore non danneggia la vita propria o degli altri, non si vendica, non uccide, non distrugge il lavoro di tutta una vita. L’amore non offende, non tradisce, non fa piangere, né soffrire. L’amore cristiano evita le freddezze, le indifferenze, i pettegolezzi, le separazioni, le divisioni.
Gesù ci lascia i suoi preziosi doni. All’odio risponde con l’amore, alla malvagità umana con la benevolenza divina. Che farà Gesù? Eccolo nel cenacolo pensoso. È in procinto di tornare al Padre, ma vuole anche rimanere in mezzo agli uomini che ama. Allora prende il Pane e il Vino. Mai la Luna aveva visto e illuminato uno spettacolo più bello. Da quello storico momento Dio rimarrà sempre con noi. Da duemila anni questo Sole brillante nel cenacolo illumina e riscalda il mondo! Da duemila anni è vita, medicina e immortalità. Il 2000 trasmetterà al 3000 questo patrimonio d’oro fino alla fine dei secoli. Fino a quando l’ultimo prete, nell’ultimo altare, celebrerà l’ultima messa.
L’Eucarestia è grazia, forza e vita. Fa degli eroi, fa i Santi, i Martiri, la Chiesa. E perché non venisse mai a mancare questo bene, ha istituito il sacerdozio ministeriale. Ma chi è il sacerdote? È il ministro di Dio altissimo. È colui che fa l’Eucarestia, che rende presente Gesù nell’altare, che ritualizza quanto disse e fece Gesù Signore nel cenacolo, nel calvario, è il prolungamento di Cristo. Il sacerdote è l’uomo di Dio, il deputato a trattare con Dio, l’amico di Dio e il riconciliatore dell’uomo con Cristo. Senza il sacerdote non si nasce, non si vive, non si muore. Il sacerdote è ministro del perdono, della parola, dei sacramenti. Il sacerdote è come Gesù, Via, Verità, Vita. È la fontana del villaggio, acqua per tutti, grazia per tutti. L’acqua della grazia, il vino della speranza, della carità. Apprezziamo i doni, preghiamo per le vocazioni, amiamoci come Cristo. Diventiamo Comunione».

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