I giornalisti? Irrispettosi, sciacalli e agitatori

«Invito i mass media a mostrare un maggior rispetto nei confronti dell’organo consiliare e dei politici che ogni giorno prestano un servizio alla comunità e che già, come evidenziano le cronache, sono isolati e lasciati soli a gestire le difficoltà a cui tutte le pubbliche amministrazioni vanno incontro, in particolare gli enti locali. Distorcere la realtà o strumentalizzare i costi della politica facendo paragoni impropri e pericolosi, aumenta la rabbia e il distacco dei cittadini dalla cosa pubblica, che invece è fondamentale per garantire l’assetto democratico del nostro Paese di cui tutti siamo responsabili». Queste le parole pronunciate ieri pomeriggio, in apertura della seduta dell’assemblea civica, dal presidente del Consiglio  comunale Fabrizio Beccu. Parole doppiamente gravi perché rilanciate dall’Ufficio stampa del Municipio con un comunicato accompagnato da una preoccupante spiegazione del pensiero del presidente che potrebbe essere interpretato come un messaggio altrettanto pesante: «Allego una nota del presidente del Consiglio del Comune di Nuoro, Fabrizio Beccu, in merito alla comunicazione fatta durante il Consiglio comunale dell’8 marzo relativa ai costi della politica, con un invito a una maggiore sensibilità nel trattare le azioni svolte dagli organi istituzionali, per evitare paragoni impropri che possono essere mal recepiti e tendono ad agitare l’opinione pubblica».

Non sappiamo, vista l’accusa generalizzata, se anche noi siamo tra gli «agitatori dell’opinione pubblica». Nel dubbio rispediamo al mittente messaggi mascherati da “invito” che sanno tanto di avvertimento a tutti e non solo – stando a qualche interpretazione –  a giovani colleghi magari segnati del precariato. Vorremo anche sapere cosa ne pensa il sindaco Andrea Soddu di cui abbiamo apprezzato il 13 novembre del 2018 una presa di posizione di sostegno ai giornalisti (riportata in coda a questo articolo) allora sotto attacco in campo nazionale dei Cinquestelle, di questo messaggio non personale ma collettivo visto che anche il suo Presidente del Consiglio civico parla genericamente di «mass media», commettendo lo stesso errore dei tanto vituperati populisti che, sbagliando, fanno di tutta l’erba un fascio quando considerano tutti i politici incapaci o disonesti. Proprio l’allarme lanciato dal sindaco in quell’intervento ci spinge a intervenire, seppur a malincuore, sull’argomento e denunciare una vicenda che ci auguriamo sia circoscritta a un semplice incidente di percorso, tanto che ci sentiamo di ribadire anche in questa sede l’immutata stima personale per Fabrizio Beccu oltre al doveroso rispetto per il ruolo istituzionale che riveste. Una stima e un rispetto che però non ci impedisce, entrando nello specifico dei costi delle sedute del Consiglio, di sottolineare che  ben altri sono i problemi e gli sprechi, ma vorremo nello stesso tempo rilevare che gli stessi conti del presidente dovrebbero essere rapportati alla produttività e, in ogni caso, forse il presidente avrebbe dovuto fare quel discorso anche il 10 ottobre dello scorso anno quando la capogruppo di “Italia in Comune” Giovanna Zedda, proprio sul blocco delle surroghe, attaccava le opposizioni ree di «creare un danno economico alle casse del Comune per la convocazioni di tre Consigli comunali con lo stesso ordine del giorno».

Il problema dei costi anche delle sedute del Consiglio, quindi, non è campato in aria o agitato strumentalmente. Fa specie poi che Beccu, nel suo ruolo di garante usi espressioni forti come «sciacallaggio mediatico». Prima di farvi legge la nota integrale dell’Ufficio stampa del Comune vorremo dire un’ultima cosa al presidente, provando a fare i giornalisti e sperando di non beccarci i suoi strali: ci saremo aspettati da lui, oltre la doverosa difesa del Consiglio, almeno qualche riflessione su quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi occupandoci delle dimissioni di Annamaria Musio e Leonardo Moro.  La Musio tra l’altro si dichiara «indisponibile a continuare un’esperienza dove la condivisione dei contenuti, dei metodi e delle prerogative del Consiglio Comunale si sono ormai azzerati» ( https://www.ortobene.net/12042-2/).  Rincara la dose Moro: «Questo Consiglio non è mai stato organo di indirizzo e tanto meno di ascolto. È stato chiamato soltanto a ratificare atti, quando non insussistenti, dannosi per la città (https://www.ortobene.net/moro-avvisa-soddu-solo-un-arrivederci/). Sarebbe interessante soprattutto per i lettori e i cittadini di Nuoro ascoltare una replica, o perlomeno una riflessione, sul presunto svilimento dell’istituzione che presiede. Molto più facile, evidentemente, prendersela con i giornalisti e, per di più, sparando nel mucchio tentando di colpire un innominato che ha fatto il suo lavoro magari per intimidirne cento.

Ecco il comunicato integrale dell’Ufficio stampa del Comune

 Il presidente del Consiglio, Fabrizio Beccu ha iniziato la seduta del Consiglio comunale dell’8 marzo con una comunicazione inerente i costi della politica. Beccu ha spiegato che «i Consigli comunali relativi alle surroghe dei consiglieri dimissionari sono disciplinati obbligatoriamente dalla legge e devono essere tenuti entro e non oltre dieci giorni dalla presentazione formale delle dimissioni. In caso contrario si va incontro al rischio di scioglimento del Consiglio comunale».

Il presidente del Consiglio ha ricordato inoltre che «in assenza di ricostituzione del plenum non possono essere adottate delibere del Consiglio comunale. In questo ultimo caso, non è stato possibile convocare un unico Consiglio comunale accorpando le surroghe dei tre consiglieri dimissionari (Annamaria Musio, Leonardo Moro e Pierluigi Saiu), perché comunicate all’ufficio Protocollo del Comune in tempi molto diversi.

Ad ogni modo, sempre nel rispetto della trasparenza di cui questo Consiglio è garante», ha continuato Beccu, «in merito alla consiliatura dell’anno 2005-2010 il risparmio dei costi di questo Consiglio sarà di circa 750 mila euro e rispetto a quella 2010-2015 sarà di circa 500 mila euro. Un risparmio concreto registrato a prescindere dalla riduzione del numero dei consiglieri avvenuta in questo mandato.

Per evitare ulteriori azioni di sciaccallaggio mediatico perpetrate contro il Consiglio comunale, che svolge le proprie primarie mansioni democratiche nel rispetto prima di tutti dei cittadini», ha ricordato Beccu, «si sottolinea ancora che i consiglieri di questa legislatura, nel rispetto della legge, hanno ridotto i gettoni di presenza ai minimi di legge e si è cercato in questi anni di accorpare gli argomenti dei Consigli comunali in un numero minore di sedute, proprio per razionalizzare i costi ed evitare sprechi legati a convocazioni con un solo punto all’ordine del giorno».

Infine, ha concluso il presidente Beccu: «Invito i mass media a mostrare un maggior rispetto nei confronti dell’organo consiliare e dei politici che ogni giorno prestano un servizio alla comunità e che già, come evidenziano le cronache, sono isolati e lasciati soli a gestire le difficoltà a cui tutte le pubbliche amministrazioni vanno incontro, in particolare gli enti locali. Distorcere la realtà o strumentalizzare i costi della politica facendo paragoni impropri e pericolosi, aumenta la rabbia e il distacco dei cittadini dalla cosa pubblica, che invece è fondamentale per garantire l’assetto democratico del nostro Paese di cui tutti siamo responsabili».

Ecco il documento del sindaco di Nuoro datato 13 novembre 2018

«Gli attacchi rivolti ai giornalisti da parte di alcuni politici e movimenti, che governano il nostro Paese – scrive Andrea Soddu in una nota – sono un bruttissimo segnale, non solo perché rischiano di ghettizzare, diffamare e criminalizzare un’intera categoria di professionisti, che ogni giorno svolge il proprio lavoro con serietà e dignità, ma perché minano all’articolo 21 della Costituzione e ai valori fondamentali della democrazia: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Queste parole scritte dai nostri Padri Costituenti non possono essere calpestate da politici dilettanti e volgari che si permettono di offendere e denigrare chiunque osi mettere in discussione il loro operato.

Un atteggiamento pericoloso perché mette a rischio il diritto ad essere informati. In un Paese democratico, la stampa rappresenta un prezioso contro-potere capace di raccontare e controllare quello che succede dentro e fuori dai palazzi. Già in passato, purtroppo, questo Paese ha sofferto una deriva autoritaria e censoria, ci sono stati attacchi a giornali e a giornalisti che hanno portato addirittura alla chiusura di alcune testate, ad allontanamenti ed editti.
Sono stati periodi bui per la nostra democrazia e non possiamo permettere che un linguaggio violento e diffamatorio possa agevolare il ritorno di quei tempi.
L’uso di un linguaggio corretto è il primo segno di rispetto verso una persona e verso la società nella quale viviamo. Non dimentichiamo che è attraverso la censura sul linguaggio e l’informazione che i regimi hanno sempre iniziato la loro crociata contro la libertà di pensiero e di azione dei cittadini. L’ignoranza è la prima arma che viene usata per minare le basi di una società civile, libera e pacifica.
L’invito è quindi ad abbassare i toni, a essere più rispettosi anche a parole nei confronti di tutti. L’intolleranza verso il prossimo si riflette e spesso nasce proprio dall’uso di un linguaggio carico d’odio, discriminatorio, offensivo. E quello usato nei confronti dei giornalisti ne è la prova più eclatante, perché mira a togliere autorevolezza, a imbavagliare attraverso la calunnia.

Per questo esprimo massima solidarietà a tutti i giornalisti, alla Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI) e alle associazioni regionali di stampa che ogni giorno difendono il diritto all’informazione. Basta agli attacchi ai giornalisti. Giù le mani dall’informazione.

Andrea Soddu

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