Fonni, fiaccole in memoria dell’ucciso

Si è appena conclusa a Fonni la fiaccolata in memoria di Salvatore Nolis, il presidente del Comitato per i festeggiamenti per San Giovanni Battista, ucciso stamattina nelle campagne del paese proprio nella giornata della festa del Patrono. Il corteo silenzioso sta percorrendo in preghiera le strade che questo pomeriggio dovevano essere attraversate dalla processione annullata per precisa disposizione del vescovo di Nuoro. Monsignor Mosè Marcìa nel primo pomeriggio ha raggiunto Fonni, annullando gli impegni a Siniscola dove doveva presiedere la solenne funzione per il patrono San Giovanni dedicata anche al ringraziamento della comunità per i 50 anni di sacerdozio del suo vicario, don Ciriaco Vedele, e partecipare a un incontro degli amministratori comunali della Baronia indetta per solidarietà con il sindaco Gianluigi Farris colpito qualche settimana fa da due intimidazioni. Monsignor Marcìa ha invece voluto «da padre» raggiungere Fonni per testimoniare un dolore e una vicinanza che è di «tutta la famiglia diocesana». Il vescovo ha celebrato la messa in onore di San Giovanni perché, nonostante il sangue versato, «questa è la festa del Battista e siamo qui certi di non essere soli perché Gesù è qui, vivo, e a Lui – come abbiamo appena recitato nel Salmo – rendiamo grazie perché ha fatto di noi una meraviglia stupenda. Nell’omelia il vescovo ha ricordato già il sangue versato in un altro omicidio due anni fa durante la festa di San Giovanni e si è rivolto all’assassino: «Caino, non fai più parte di questa comunità, ti sei autoescluso. Questa comunità non ti odia e ti perdona, ma tu ti sei autoescluso. L’unica cosa che posso dirti è di convertirti. Particolarmente toccanti le parole che il vescovo di Nuoro ha riservati ai nati nel 1969, una quarantina di componenti che avevano voluto come presidente Salvatore Nolis proprio per le sue doti di onestà e di dedizione al bene del paese. Ragazzi attoniti che per mesi hanno lavorato con entusiasmo e mai avrebbero pensato che la festa, la loro festa nel nome del Patrono, si sarebbe conclusa in questo modo. «Hanno ucciso un intero paese», ha detto il sindaco Daniela Falconi promuovendo la fiaccolata anche come un grande abbraccio al Comitato. Sarà lunga, sarà dura e non sarà facile neanche l’opera dei parroci di San Giovanni Antonello Solinas e della Madonna dei Martiri padre Piergavino Piras, due giovani sacerdoti in prima linea a cui monsignor Mosè Marcìa – ringraziato dall’altare da don Solinas – ieri ha voluto far sentire tutto il suo sostegno e la sua vicinanza. Molto toccante anche la visita del vescovo, accompagnato dai due parroci, agli anziani genitori dell’ucciso.

Monsignor Mosè Marcìa ha pronunciata poche parole al termine della fiaccolata di preghiera che Fonni ha voluto dedicare alla memoria di Salvatore Nolis, il presidente del comitato organizzatore formato dai nati nel 1969, ucciso proprio il giorno della festa di San Giovanni. «Credo che il silenzio con cui abbiamo attraversato le strade del nostro paese sia più eloquente di tante parole. In silenzio ciascuno di noi ha potuto riflettere e meditare con una luce accesa e un raggio di speranza. Speranza nel nuovo che deve nascere in ciascuno di noi. Dei bambini passando si sono interrogati e hanno interrogato il proprio babbo: a noi adulti dare le risposte giuste alle nuove generazioni. Vorrei chiudere – ha concluso il vescovo di Nuoro – questo momento solo con la preghiera con la quale affido l’anima di Salvatore al Signore: Signore, rivelaci la forza immensa della Tua bontà, perché possiamo avere la fiducia e la certezza che nostro fratello Salvatore, di cui piangiamo la morte improvvisa e violenta, sia passato da questo mondo alla condivisione della gioia; prendilo tu nelle tue braccia fraterne e coccolalo per l’eternità. Assisti tu i suoi genitori e aiuta noi nella condivisione della fraternità. La tua presenza sia sempre per noi presenza di speranza nella certezza del tuo amore. Per Cristo nostro Signore».

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