Fonni, il canto del prigioniero di guerra

(La presentazione del libro in programma a Fonni il 30 gennaio è stata rinviata a data da destinarsi causa neve).

Non poteva che partire da Fonni la presentazione del libro che Ignazio Macchiarella e Emilio Tamburini hanno dedicato ai canti e alle narrazioni dei prigionieri italiani della Grande Guerra recuperati negli archivi sonori di Berlino. Tra “Le voci ritrovate” (questo il titolo del volume) ci sono quelle di Giuseppe Loddo, tiu Pitele, morto nel 1966 all’età di 83 anni: «Il 23 marzo del 1918 (otto mesi prima dell’armistizio, 11 novembre, n.d.r.) canta un brano in sardo. È prigioniero di guerra negli Imperi centrali e si trova nel campo di prigionia militare di Limburg and dern Lahn, in Germania. Nel momento in cui canta ha 35 anni. 15000 chilometri lo separano dalla sua casa di Fonni, nei dintorni di Nuoro, in Sardegna. È molto probabile che l’abbia lasciata diversi anni prima, quando è stato reclutato, e che abbia poi attraversato la guerra e le sue battaglie nel suolo europeo. È riuscito a salvarsi la vita e si trova internato in un Lager. Lì canta davanti ai compagni di prigionia, ai membri della Commissione Fonografica, all’imbuto di un grammofono (…)».

La scheda dell’internato di Fonni (da “Le voci ritrovate“)

Quel canto, insieme alla recitazione di brani del Vangelo, lo possiamo riascoltare oggi nel cd allegato al libro. A Fonni toccherà mercoledì prossimo 30 gennaio a Mario Mureddu, voce del tenore e presidente dell’associazione culturale “Battor Moros” che ha condotto una personale ricerca su Giuseppe Loddo (il primo militare italiano ad essere stato registrato e quello con il maggior numero di incisioni), svelare ai suoi paesani l’eccezionale importanza del lavoro di Ignazio Macchiarella e Emilio Tamburini durante la presentazione del libro in programma per le ore 17 nella sala Ceas “Don Graziano Muntoni” dove, dopo i saluti della sindaca Daniela Falconi, interverrà – oltre agli autori – l’etnpmusicologo Marco Lutzu.

Si tratta della prima di un ciclo di conferenze sul libro che proseguirà, sempre col contributo degli autori, giovedì 31 gennaio a Cagliari (Fondazione Sardegna, via San Salvatore da Horta, 2, ore 17.30 , interventi di Francesco Atzeni, Antioco Floris, Anna Piras Stefano Pisu) e lunedì 4 febbraio a Nuoro (Biblioteca Isre di via Papandrea , ore 17.30, contributi di Peppino Pirisi, Diego Pani e Sebastiano Pilosu).

Le voci ritrovate. Canti e narrazioni di prigionieri italiani della Grande Guerra negli archivi sonori di Berlino”, prefazione di Britta Lange del  Zentralinstitut der Humboldt-Universität zu Berlin) è il frutto del lavoro portato avanti da più di cinque anni dal Laboratorio Interdisciplinare sulla Musica (Labimus) del Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari, in collaborazione con il Phonogrammarchiv dell’Ethnologisches Museum di Berlino ed il Lautarchiv della Humboldt Universität zu Berlin. Ignazio Macchiarella (docente di Etnomusicologia all’Università di Cagliari) e Emilio Tamburini (docente alla Humboldt-Universität di Berlino) studiano e analizzano le voci di militari italiani registrati nei campi di prigionia tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale, dando alle stampe un volume di più di 300 pagine, arricchito da quattro compact disc contenenti le voci di 42 militari italiani provenienti da diverse regioni, che di fatto, per l’Italia, rappresentano le più antiche registrazioni sonore di “canti popolari”, racconti e altre espressioni di tradizione orale.

Oltre al fonnese Giuseppe Loddo, sono incise le voci di altri due sardi: Enrico Spiga di Monserrato e Gustavo Varsi di Cagliari. Le loro testimonianze sonore, comprendenti tra l’altro interpretazioni sconosciute di modelli esecutivi noti e diffusi ancora oggi, hanno uno speciale risalto storico per gli studi linguistici e sulla musica di tradizione orale nell’Isola. Pubblicato nel novembre dello scorso anno, il volume – a partire da Fonni, Cagliari e Nuoro – verrà presentato in varie località della Sardegna.

 

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