«Che fine hanno fatto i fondi per l’Area di crisi?»

Per le Aree di crisi istituite nel 2009, solo nel 2012 la Giunta regionale ha stanziato 50 milioni di euro per la Sardegna Centrale (Ottana, Nuoro, Siniscola e Macomer) ma per strada si sono persi 23 milioni destinati alla formazione e alle infrastrutture, più dieci dei 27 milioni per i progetti di sviluppo non spesi pare per mancanza di soggetti ammissibili. Si chiamava (si chiama?) “Progetto di filiera e di sviluppo locale”, con l’acronimo  PFSL destinato ad allungare l’elenco delle sigle delle occasioni mancate. Infatti, dopo un iter contorto (a maggio 2013 arriva il primo bando conclusosi a dicembre 2014 con la pubblicazione delle graduatorie definitive delle aziende beneficiarie) neanche la consigliera regionale Daniela Forma è in grado di sapere oggi quali frutti reali ha prodotto quell’investimento ridottosi ancora dai previsti ventisette a 17,5 milioni di euro che dovrebbero aver finanziato oltre cento iniziative private nei settori turismo, manifatturiero e agroalimentare. L’ultima a denunciare pubblicamente il problema nel febbraio del 2016 era stata Confindustria («a un anno dalla pubblicazione delle graduatorie definitive dei PIA e dei PFSL sulle 126 aziende della Sardegna centrale risultate beneficiarie risultano pochissime pratiche siano chiuse positivamente»). Ora è l’esponente del Pd a volerci veder chiaro perché ritiene «non più procrastinabile una attenta valutazione di quali siano stati gli obiettivi raggiunti da uno strumento che ha creato tante aspettative nella Sardegna centrale per comprendere quali programmi e obiettivi darci nel breve, medio e lungo periodo per venire incontro ad un dramma economico ed occupazionale che ancora soffoca le speranze dei cittadini e delle imprese delle aree di Macomer, Ottana, Nuoro e Siniscola». Operazione-trasparenza non facile neanche per un politico se Daniela Forma è stata costretta a ricorrere a una formale interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale della Programmazione dopo aver atteso inutilmente dal direttore generale del Centro regionale di programmazione (Autorità di gestione dei PFSL), una risposta alla richiesta presentata il 7 febbraio per acquisire le informazioni utili a valutare i risultati ottenuti. La consigliera regionale di Borore ricorda «la martellante crisi economica che ancora interessa pienamente la Sardegna centrale e le immani difficoltà in cui operano gli imprenditori in tale territorio», per sottolineare la necessità che dovrebbe essere scontata di «una puntuale valutazione delle misure messe in campo dalla Regione in questi anni per dare risposte a tali criticità come pure richiedono una valutazione sugli impatti produttivi ed occupazionali delle ingenti risorse messe a disposizione per tale territorio». Dovranno essere, quindi, direttamente Francesco Pigliaru e Raffaele Paci a fornire le risposte «relativamente al bando Progetti di filiera e di sviluppo locale nelle aree di crisi e nei territori svantaggiati (PFSL) – (legge regionale n. 3 del 2009, articolo 2, commi 37 e 38) PO FESR 2007/2013 – Asse VI – Obiettivo operativo 6.2.2.C “Misure di sostegno alle attività di impresa nelle Aree di crisi e nei territori svantaggiati della Sardegna”». In particolare, tramite Daniela Forma, si saprà finalmente  sia per la prima fase (determinazione n. 7981/640 dell’11 novembre 2013) che per la seconda (determinazione n. 9562/973 del 30 dicembre 2014 ) «quante sono state le domande ammesse a contributo relative al PSL Sardegna centrale, la somma totale dei suddetti investimenti e dei contributi richiesti; quanti soggetti sono riusciti a portare a termine gli investimenti e per quale importo complessivo, compreso il contributo concesso».

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