Il filo sottile tra bene e male
di Franco Colomo

29 Gennaio 2019

3' di lettura

La nona puntata della rubrica curata dagli studenti del Liceo Classico di Nuoro. Libriamoci è un progetto coordinato dalle docenti Venturella Frogheri e Paola Serra. Nella società odierna, dominata dal falso e dal male, non ci si può fidare quasi di nessuno, nemmeno di coloro che riteniamo degni della nostra amicizia. Il profumo delle foglie di limone, bestseller della scrittrice spagnola Clara Sànchez, è incentrato proprio su questo tema e sviluppa importanti riflessioni sull’argomento. Sandra, la protagonista del romanzo, lo prova sulla propria pelle. Alla ricerca di risposte e conferme dalla vita, si trasferisce in un isolato paesino della Costa Blanca; qui incontra un’anziana coppia di norvegesi, Fred e Karin, apparentemente affettuosi e disponibili nei suoi confronti e intraprende una relazione amichevole con loro, tanto da ritenerli un po’ i nonni che non ha mai avuto. Accecata dall’amore apparente dimostrato dai due anziani, Sandr a riesce ad aprire gli occhi solo grazie a Julian, un vecchio ottantacinquen-ne che, a fin di bene, si introduce nella sua vita con numerose bugie e sotterfugi. Egli sa bene che le loro mani, oggi apparentemente innocenti perché atrofizzate dall’artrosi, sono le stesse mani che si sono macchiate del sangue di uomini, donne, anziani e bambini ebrei. Si tratta di un sangue che produce una macchia indelebile, impossibile da cancellare, come è altrettanto impossibile dimenticare la loro spietatezza e violenza. Gli occhi azzurri di Karin sembrano pietrificati, come il suo cuore, incapace di provare compassione. Sandra, invece, è tratteggiata come una ragazza innocente, indecisa, in preda a mille emozioni, inconsapevole delle sofferenze passate e presenti di chi le sta attorno. Lei, come tante altre persone al mondo, non conosce il dolore che Julian e gli altri ebrei provano al ricordo di quei terribili avvenimenti e molto probabilmente, a causa della sua ingenuità, senza l’aiuto di Julian sarebbe caduta nella trappola dei due coniugi norvegesi. Il mondo descritto nel romanzo è un mondo grigio, indefinito, come quello in cui viviamo. Come per Sandra anche per noi molto spesso non è semplice compiere la giusta scelta, poiché il bene e il male sono intrecciati tra loro, si confondono. Julian, che per la sua esperienza è in grado di distinguere il bene dal male, costituisce un esempio per noi affinché possiamo vivere in un mondo più giusto, non retto dall’ipocrisia e dalla falsità, ma dalla giustizia e dall’unione. Come Fred e Karin che non pagano affatto per le loro atroci azioni, esistono altri cattivi che riescono a trionfare. Ciò è dovuto molto spesso alla nostra paura, paura di noi stessi, del pericolo, delle situazioni fuori dagli schemi, dei potenti, paura della verità che ci frena impedendoci di favorire il progresso morale della società. © riproduzione riservata

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