Febbre del Nilo, comunicazioni ritardate

Passi per le polemiche politiche per la ritardata comunicazione del parere dei revisori dei conti sugli equilibri di bilancio, ma quando si bruciano due giorni per divulgare l’informazione  – consigli ai cittadini compresi – su una questione di primaria importanza per la salute pubblica come la diffusione del virus Febbre del Nilo, diventa lampante che è proprio il caso di interrogarsi sul corto circuito che sembra verificarsi nelle comunicazioni verso, all’interno e all’esterno del Palazzo comunale.

Il 4 settembre, infatti, la Assl ha comunicato al Comune di Nuoro la presenza di un sospetto focolaio di West Nile Deasease che poi . sempre oggi – si è avuta conferma – della presenza del virus in una cornacchia morta a Prato Sardo ( https://www.ortobene.net/febbre-del-nilo-campioni-infetti-nuoro-ottana-siniscola/), ma nel sito istituzionale quella nota è comparsa solo oggi, 6 settembre

Eppure una prima nota sulla problematica, firmata dal sindaco Andrea Soddu risulta datata 5 settembre

ma quel documento indispensabile per mettere in guardia i cittadini e invitarli ad adottare le dovute contromisure, è stato divulgato solo oggi alle ore 10.36

Un’informazione arrivata dal Comune solo dopo (40 minuti) che questo sito online de L’Ortobene ha riportato la notizia dei focolai di Febre del Nilo confermati dall’Istituto zooprofilattico di Teramo a Nuoro (Prato Sardo), Ottana e Siniscola. La Febbre del NiloOccidentale  non può essere, infatti, presa sottogamba nonostante non provochi alcun sintomo nell’80% delle persone che ne vengono colpite. Circa il 20% dei soggetti infetti sviluppa sintomi lievi, che possono includere febbre, mal di testa e dolori muscolari, nausea, vomito, malessere che può durare da pochi giorni ad alcune settimane. Solo una piccola percentuale (una persona su 150) di chi viene colpito dalla West Nile può sviluppare una grave forma neuro-invasiva per cui purtroppo non esiste una terapia specifica. La malattia recentemente è comparsa in provincia di Oristano provocando il ricovero in Rianimazione di due persone. Arrivata in Italia a giugno (12 morti, 334 contagiati), ad agosto è sbarcata nell’Isola per colpa con tutta di probabilità di gruppi di zanzare e uccelli – i vettori del virus – in volo tra il centro-nord Italia e la Sardegna che avrebbero favorito la diffusione del contagio. La conferma dei casi di Oristano ha provocato l’inserimento della Sardegna nella zona rossa, con l’insediamento in Regione di un’apposita Unità di crisi. Tra i provvedimenti, oltre a una campagna informativa (proprio la Assl di Oristano ha predisposto una guida che può essere consultata on line all’indirizzo web http://www.asloristano.it/documenti/5_91_20110923091819.pdf), è stato impartito l’ordine, su indicazione del Centro Nazionale Sangue, di procedere con lo screening dei donatori di sangue stabilendo che tutte le donazioni effettuate dai donatori residenti nel territorio della provincia di Nuoro siano sottoposte al NAT test perindividuare il West Nile Virus.

Ecco, comunque, le raccomandazioni del sindaco arrivate – alla faccia della prevenzione – ai cittadini nuoresi almeno con 48 ore di ritardo, ma da leggere attentamente da parte dei cittadini per evitare la diffusione del virus.

Il Dipartimento di Prevenzione della ASSL di Nuoro in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha rilevato un sospetto focolaio di West Nile Disease nel territorio del Comune di Nuoro.
Pertanto è opportuno in via precauzionale provvedere all’adozione di tempestive misure per la prevenzione e il controllo della malattia.

Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, in seguito alle rilevazioni comunicate dal Dipartimento di Prevenzione della ASSL di Nuoro, raccomanda che nel periodo in corso e fino al 31 dicembre, riservandosi di stabilire ulteriori determinazioni in presenza di scostamenti termici della norma possibili in relazione a cambiamenti meteo climatici in atto:

1) Ai gestori, responsabili o che comunque abbiano l’effettiva disponibilità di aree verdi o strutturate, corsi d’acqua, aree incolte e aree dismesse e aree strutturate con sistemi di raccolta delle acque meteoriche, di:

– evitare l’abbandono definitivo o temporaneo negli spazi aperti pubblici e privati, compresi terrazzi, balconi e lastrici solari, di contenitori di qualsiasi natura e dimensione nei quali possa raccogliersi acqua piovana ed evitare qualsiasi raccolta d’acqua stagnante anche temporanea;

– procedere, ove si tratti di contenitori non abbandonati bensì sotto il controllo di chi ne ha la proprietà o l’uso effettivo, allo svuotamento dell’eventuale acqua in essi contenuta e alla loro sistemazione in modo da evitare accumuli idrici a seguito di pioggia e/o innaffiamento. Diversamente, procedere alla loro chiusura mediante rete zanzariera o coperchio a tenuta o allo svuotamento giornaliero, con divieto di immissione dell’acqua nei tombini. Tali prescrizioni non si applicano alle ovitrappole inserite nel sistema di monitoraggio dell’infestazione;

– trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti dì raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà, ricorrendo a prodotti di sicura efficacia larvicida. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta. In alternativa, procedere alla chiusura degli stessi tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche con rete zanzariera che deve essere opportunamente mantenuta in condizioni di integrità e libera da foglie e detriti onde consentire il deflusso delle acque;

– tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce da sterpi e rifiuti di ogni genere, e sistemarli in modo da evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza, provvedendo al taglio periodico dell’erba e delle sterpaglie;

– svuotare le fontane e le piscine non in esercizio o eseguire adeguati trattamenti larvicidi.

2) Ai proprietari e responsabili o ai soggetti che comunque ne abbiano l’effettiva disponibilità di depositi e attività industriali, artigianali e commerciali, che con particolare riferimento alle attività svolte possono generare accumuli e ristagni di acque piovane, raccomanda di:

– adottare tutti i provvedimenti efficaci a evitare che i materiali permettano di formarsi di raccolte d’acqua, quali ad esempio lo stoccaggio dei materiali al coperto, oppure la loro sistemazione all’aperto, ma con copertura tramite telo impermeabile fissato e ben teso onde impedire raccolte d’acqua in pieghe e avvallamenti, oppure svuotamento delle raccolte idriche dopo ogni pioggia;

– assicurare, relativamente ai materiali stoccati all’aperto per i quali non siano applicabili i provvedimenti di cui sopra, trattamenti di disinfestazione da praticare entro 5 giorni da ogni precipitazione atmosferica.

3) Ai responsabili dei cantieri raccomanda di:

– evitare raccolte di acqua in aree di scavo, bidoni ed altri contenitori; qualora l’attività richieda la disponibilità di contenitori d’acqua, questi debbono essere dotati di copertura ermetica, oppure debbono essere svuotati completamente con periodicità non superiore a 5 giorni; – sistemare i materiali necessari all’attività e quelli di risulta in modo da evitare raccolte d’acqua;

– provvedere, in caso di sospensione dell’attività di cantiere, alla sistemazione del suolo e di tutti i materiali presenti in modo da evitare raccolte di acque meteoriche;

– assicurare, relativamente ai materiali stoccati all’aperto per i quali non siano applicabili i provvedimenti di sui sopra, trattamenti di disinfestazione da praticare entro 5 giorno da ogni precipitazione atmosferica.

4) A tutti i proprietari, gestori e conduttori di orti, vivai, serre, deposito di piante e fiori, aziende agricole site in vicinanza dei centri abitati, raccomanda di:

– eseguire l’annaffiatura in maniera da evitare ogni raccolta d’acqua; in caso – di innaffiatura manuale, il contenitore deve essere riempito di volta in volta e svuotato completamente dopo l’uso,

– di sistemare tutti i contenitori e altri materiali (es. teli di plastica) in modo da evitare la formazione di raccolte d’acqua in caso di pioggia;

– chiudere appropriatamente e stabilmente con coperchi gli eventuali serbatoi d’acqua;

– eseguire adeguate verifiche ed eventuali trattamenti nei contenitori di piante e fiori destinati alla coltivazione e alla commercializzazione.

5) Ai privati cittadini raccomanda di:

– evitare l’abbandono definitivo o temporaneo negli spazi aperti pubblici e privati, compresi terrazzi, balconi e lastrici solari, di contenitori di qualsiasi natura e dimensione (copertoni, bottiglie, bidoni, lattine, barattoli, sottovasi, ecc.) nei quali possa raccogliersi acqua piovana ed evitare qualsiasi raccolta d’acqua stagnante anche temporanea;

– procedere ove si tratti di contenitori non abbandonati bensì sotto il controllo di chi ne ha la proprietà o l’uso effettivo, allo svuotamento dell’eventuale acqua in essi contenuta e alla loro sistemazione in modo da evitare accumuli idrici a seguito di pioggia; diversamente, procedere alla loro chiusura mediante coperchio a tenuta o allo svuotamento giornaliero, con divieto di immissione dell’acqua nei tombini; non si applicano tali prescrizioni alle ovi-trappole inserite nel sistema di monitoraggio dell’infestazione;

– trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, ricorrendo a prodotti di sicura efficacia larvicida. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta; indipendentemente dalla periodicità il trattamento deve essere praticato entro 5 giorni dopo ogni precipitazione atmosferica;

– pulire i tombini dì raccolta delle acque piovane prima dell’avvio del ciclo di trattamento larvicida;

– tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, da sterpi e rifiuti di ogni genere, e sistemarli in modo da evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza.

6) A tutti i soggetti che a qualsiasi titolo siano autorizzati ad effettuare manifestazioni che comportino il ritrovo di molte persone nelle ore serali in aree verdi pubbliche e/o private si raccomanda di effettuare trattamenti straordinari adulticidi mediante ditte specializzate secondo le seguenti prescrizioni:

– le operazioni di disinfestazione, eseguite da imprese specializzate, devono essere effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone ed alle altre specie di animali non bersaglio, in particolare alle api;

– siano utilizzati esclusivamente biocidi, PMC e/o altri prodotti specificatamente autorizzati per la lotta alle zanzare e registrati allo scopo presso il Ministero della Salute;

– i trattamenti siano sospesi in presenza di vento o pioggia;

– siano apposti con sufficiente anticipo (almeno 48 ore) appositi avvisi per informare il vicinato della data ed ora in cui verrà effettuato il trattamento con indicazioni precise sulla qualità del prodotto impiegato e tutte le informazioni di pronto soccorso.

Raccomanda inoltre

– ai frequentatori del cimitero di provvedere alfa sostituzione dell’acqua nei contenitori con cadenza almeno settimanale;

– al personale di custodia delle scuole di ogni ordine e grado di provvedere alla vigilanza affinché nei periodi di chiusura degli istituti non si costituiscano depositi d’acqua in contenitori esposti su finestre, collocati negli spazi verdi, etc.