Farmaco anti-covid, ricercatore nuorese in prima linea

Dopo il professor Giovanni Caocci (https://www.ortobene.net/coronavirus-cura-intuita-cagliari/), e sempre con il bollino di garanzia dell’Università di Cagliari, un altro nuorese è a livello internazionale tra i protagonisti della ricerca contro il coronavirus. Si tratta di Enzo Tramontano, docente di Microbiologia e Virologia e presidente della Facoltà di Biologia e Farmacia dell’ateneo cagliaritano che guida un team di ricercatori in prima linea con il progetto “Exscalate4CoV” citato espressamente dalla commissaria Ue alla ricerca e alla cultura Mariya Gabriel, in un’intervista concessa ieri all’ANSA. «Siamo orgogliosi dei nostri ricercatori, l’Europa è la loro casa, il posto per il talento», ha detto la Gabriel auspicando che gli sforzi intrapresi riescano a dare i frutti sperati al più presto per liberare il continente e l’intero pianeta dalla peggiore pandemia dell’ultimo secolo.

In vista della conferenza internazionale dei donatori per mobilitare le risorse necessarie a condurre la battaglia della scienza contro il Covid-19, la commissaria ha fatto il punto sulle iniziative già messe in campo per arrivare a trovare un vaccino nei prossimi mesi. «Dobbiamo svilupparlo al più presto – ha detto Gabrielprodurlo e distribuirlo in ogni singolo angolo del mondo». Per questo, secondo quanto dicono gli scienziati, servono almeno 7,5 miliardi di euro, ma anche una stretta collaborazione tra i migliori ricercatori del mondo e in questo contesto «l’Italia è molto coinvolta».

«La società farmaceutica milanese Dompè – ha ricordato la commissaria – guida una piattaforma europea di supercalcolo intelligente, la Exscalate4CoV, che ha vinto un finanziamento da tre milioni di euro attraverso il bando d’emergenza del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020». L’obiettivo è identificare rapidamente molecole efficaci contro il coronavirus e farmaci per il trattamento della popolazione infetta. «Al progetto – ha detto ancora Gabrielpartecipano i ricercatori del consorzio interuniversitario Cineca di Bologna, il Politecnico e l’Università di Milano, la Federico II di Napoli, l’Università di Cagliari, l’associazione BigData, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(Ifn) e l’Istituto Spallanzani di Roma». Una cooperazione che coinvolge ben 18 partner di sette paesi dell’Unione Europea (Belgio, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera). Si tratta, secondo gli esperti, della piattaforma di supercomputer più performante al mondo: ha la capacità di valutare tre milioni di molecole al secondo ed ha una biblioteca chimica contenente oltre 10mila farmaci e 500 miliardi di molecole.

«La partecipazione del team guidato dal nostro professor Tramontano è l’ennesima dimostrazione del valore e della capacità dei nostri docenti e ricercatori, riconosciuta oggi anche dall’Ue in modo così importante e autorevole – è il commento di Maria Del Zompo, rettore dell’Università di Cagliari – e del lavoro fatto dall’Ateneo nel suo insieme per sostenere la ricerca e per contribuire ad approfondire la conoscenza di questo virus che tanti danni sta producendo». Al momento sono già state individuate 100 potenziali molecole antivirali che sono oggetto di screening biologico nei laboratori dell’Università KU Leuven in Belgio, del Fraunhofer IME in Germania e dell’Università di Cagliari. «I primi test saranno completati entro le prossime settimane», ha aggiunto la commissaria. «Le molecole selezionate passeranno poi ai test clinici, allo scopo di poter identificare una cura sicura per l’uomo, possibilmente pronta a essere utilizzata sui pazienti entro tre mesi. Anche l’ENI contribuirà con la propria infrastruttura di supercalcolo».

«Il Consorzio ha già valutato alcune migliaia di molecole – dettaglia il professor TramontanoFarmaci già approvati per altre patologie o che comunque hanno superato un vaglio di sicurezza nell’uomo, e ne ha identificati circa un centinaio con azione anti-SARS-CoV-2. Adesso il Consorzio sta procedendo con una valutazione e selezione dei farmaci in base alle loro migliori potenzialità. Speriamo di poter consegnare nei prossimi mesi alla comunità scientifica e medica dei nuovi strumenti terapeutici contro questo virus».