Faccio una cosa nuova
di Franco Colomo

6 Aprile 2019

3' di lettura

Il commento alle letture di questa domenica ci viene proprio dal Salmo responsoriale: ci sembrava di sognare… la nostra bocca si riempì di sorriso… eravamo pieni di gioia. Perché? Perché il Signore sta preparando qualcosa di strepitoso per ciascuno di noi. Al popolo in esilio promette il ritorno in patria con gli stessi prodigi (e forse anche più grandi) di quelli operati al tempo dell’esodo dall’Egitto. Aprirà nel deserto una strada (come a quel tempo nel mare) perché vi passi incolume il suo popolo che incoraggia così: Non ricordate più le cose passate… Ecco, io faccio una cosa nuova (prima lettura). Anche Paolo, scrivendo ai Filippesi, li esorta in questo senso: dimenticando ciò che mi sta di fronte, corro verso la meta… Dio. Una lezione magistrale, poi, ci viene naturalmente dalla pagina evangelica. Gesù è nel Tempio e insegna al popolo che accorre a lui. Gli scribi e i farisei gli si avvicinano con un pretesto che possa definitivamente “inchiodarlo” ad una condanna inesorabile. Gli viene portata una donna che ha peccato di adulterio: se acconsente alla lapidazione, pena prevista per questa circostanza dalla legge mosaica, non è così buono e misericordioso come vuol far credere; se le concede il perdono, si fa complice del suo peccato e diventa un sovvertitore dichiarato della legge dei padri. Tu che ne dici? Gesù non cede alla provocazione e, con un fare enigmatico, si abbassa e scrive per terra. C’è chi ritiene che Gesù si sia messo a scrivere i peccati degli stessi accusatori perché riconoscano di non essere migliori di quella donna. E se invece stesse scrivendo le tante volte in cui Dio ha mostrato la sua misericordia, perdonando il popolo infedele e “adultero” che ha tradito il suo amore? E questa donna non merita altrettanto? Finalmente parla: cominci pure a lanciare pietre chi è senza peccato. Non è più possibile mentire neanche a se stessi e, uno ad uno, si allontanano. «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia… Quella donna era dunque rimasta sola, poiché tutti se ne erano andati. Gesù levò gli occhi verso di lei… Va’ e d’ora innanzi non peccare più… ho distrutto ciò che hai commesso, ma osserva quanto ti ho comandato, al fine di ottenere quanto ti ho promesso» (Sant’Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni). Come questa donna, anche noi in Cristo siamo rinnovati e redenti e, con il salmista, cantiamo: grandi cose ha fatto il Signore per noi. La liturgia di queste domeniche forse ci ha fatto scoprire un volto nuovo della Quaresima: essa non è tempo di triste penitenza per evitare un castigo funesto. Piuttosto è occasione favorevole per ritrovare un rapporto rinnovato con noi stessi e con Dio, il Padre misericordioso che ci viene incontro nel nostro barcollante cammino di ritorno a casa e, guardandoci con occhi pieni di amore, ci restituisce alla nostra piena dignità di figli. © riproduzione riservata

Condividi
Titolo del podcast in esecuzione
-:--
-:--