ET e le onde gravitazionali, Lula ci crede

Arriva dalla conferenza biennale della Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (SIGRAV) che si è aperta ieri e andrà avanti fino a sabato 15 a Santa Margherita di Pula, un’ulteriore spinta per la candidatura delle miniere di Sos Enattos di Lula a ospitare l’Einstein Telescope (ET), progetto che vede in prima linea l’Università di Sassari e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) con il sostegno del ministero dell’Istruzione (che ha stanziato 17 milioni di euro) e della Regione (https://www.ortobene.net/onde-gravitazionali-lula/). Dal punto di vista politico è toccato all’assessore regionale Raffaele Paci rinnovare l’impegno della Regione nella giornata di apertura del simposio incentrata sull’illustrazione del progetto ai fisici provenienti da tutto il mondo nel corso di una tavola rotonda intitolata Dalle stelle di neutroni al progetto ET, a cui hanno partecipato tra gli altri il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli e il portavoce del progetto Fulvio Ricci (INFN e Università La Sapienza di Roma). «Abbiamo già finanziato con un milione di euro l’apertura di laboratori e strutture di ricerca nell’ex miniera di Sos Enattos e – ha detto l’amministratore regionale – siamo pronti a mettere in campo altre risorse finanziarie. Il progetto ET potrebbe davvero cambiare la storia di un territorio come quello di Lula, e la Sardegna diventerebbe sede privilegiata di ampi settori della ricerca scientifica e tecnologica, con il coinvolgimento di centinaia di studiosi, l’interesse di numerosi investitori pubblici e privati, e grandi vantaggi in termini di qualità dei servizi e crescita culturale. Ecco perché stiamo puntando su questo genere di infrastrutture: vogliamo valorizzare i nostri centri universitari, la nostra comunità scientifica e il nostro capitale umano. Con la ricerca e l’innovazione – ha sottolineato  ancora Raffaele Paci – possiamo davvero connetterci con il resto del mondo». Il progetto ET – è stato ribadito in apertura del SINGRAV – punta a costruire un interferometro di terza generazione nei 30 chilometri di gallerie sotterranee dell’ex miniera luogo ritenuto adatto per via del basso rumore antropico e della stabilità sismica pressoché totale (https://www.ortobene.net/dai-parchi-unesco-einstein/). «ET potrebbe avere implicazioni rivoluzionarie per l’astrofisica, la fisica fondamentale, la cosmologia, perché permetterebbe di approfondire le nostre conoscenze sulle origini dell’universo. La candidatura del sito Sos Enattos da noi proposta e sostenuta fin dall’inizio, ha dichiarato il rettore dell’Università di Sassari  Massimo Carpinelli, che da fisico è una delle anime scientifiche del progetto, «porterebbe la Sardegna a diventare un punto di riferimento della ricerca internazionale e mondiale». In vista dell conclusione del concorso previsto nel 2020, oltre a costruire il necessario consenso a livello europeo, l’ateneo sassarese sta predisponendo una serie di eventi divulgativi intitolati “Dalle miniere osserviamo l’Universo”. Il calendario delle iniziative, coordinato dal ricercatore Domenico D’Urso (Dipartimento di Chimica e Farmacia-Università di Sassari), comincerà giovedì 27 settembre proprio a Lula, con due distinti incontri  in programma a partire dalle 9 con gli allievi delle scuole elementari e medie affidati allo stesso  Domenico D’Urso  e a Enrico Calloni dell’Università Federico II di Napoli. Il giorno dopo, venerdì 28 settembre, doppio appuntamento collegato alla “Notte europea dei ricercatori: a Lula, proprio a Sos Enattos a partire dalle ore 18 il pubblico potrà assistere a dimostrazioni pratiche, seminari sulle onde gravitazionali, sulla geologia della Sardegna (Giacomo Oggiano e Stefano Cuccuru) e la guida alle stelle con Marica Branchesi (ricercatrice del Gran Sasso Science Institute), Gian Nicola Cabizza (Società astronomica turritana) e Domenico D’Urso. Contemporaneamente gli stessi argomenti saranno illustrati a Sassari in piazza Castell con Valeria Sipala (Università di Sassari) che presenterà una “Dimostrazione del principio di funzionamento della tecnica di misura delle Onde Gravitazionali: l’Interferometro”, mentre la parte relativa alla geologia sarda sarà curata da Giacomo Oggiano, Stefano Cuccuru, Paola Mameli e Leonardo Casini.

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