Essere santi

Oggi il Signore parla al nostro cuore con una grande confidenza e una fiducia sconfinata nei nostri confronti e ci dice quale è la nostra vera vocazione, comune ad ogni cristiano: è la santità. Nessuno è escluso, ma tutti siamo chiamati, anche quelli che a noi sembrano molto lontani. In virtù del battesimo, Dio ci ha scelti, in Cristo Gesù, ad essere santi di fronte a Lui, nella carità. Forse ci spaventa un po’ questa affermazione perché abbiamo in mente i santi come persone eccezionali, fuori dalla nostra portata, che fanno miracoli o molte penitenze…, mentre noi siamo piccoli e deboli. Ma il desiderio di Dio per tutti è: Siate santi… perché io sono santo. Anche Santa Teresa di Gesù Bambino, confrontandosi con i santi, aveva constatato la stessa differenza che esiste tra una montagna e un granello di sabbia, ma ha scoperto anche che ciò che la innalza fino al cielo sono le braccia di Gesù. La santità non è in primo luogo un problema etico, ma una questione di appartenenza, è irradiazione sulle creature, della santità del Creatore. Solo Dio è santo e, siccome è anche il solo buono, la santità non rimane chiusa in se stessa, ma Dio, nella sua magnanimità, la comunica all’uomo. Dio ci fa questo dono incommensurabile ed aspetta da noi una risposta. Ci viene anche indicata la strada da percorrere perché questo sogno di Dio diventi realtà: la via è l’amore ad ogni uomo e donna, il perdono. Ma è possibile amare i nostri nemici, chi parla male di noi, chi ci perseguita, chi agisce con ingiustizia? Pensiamo, infatti, che tutto sia frutto del nostro sforzo personale e, conoscendo la nostra fragilità e incapacità, ci blocchiamo, dimenticando che la santità non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia. E Dio, nel battesimo, ci ha arricchito di tutti i doni, è lui che prende l’iniziativa con la gratuità del suo amore e non ci lascia da soli, ma ci accompagna nel nostro cammino verso la meta che è la santità. Ci dona lo Spirito Santo, infatti lo Spirito di Dio abita in noi e, se davvero respiriamo la sua vita, da noi scaturisce lo stesso amore che abbiamo ricevuto.
Gesù ci istruisce non solo a parole, ma con la sua stessa vita, lui ci ha amati fino a dare la sua vita per noi. Se abbiamo sperimentato l’amore, il perdono, possiamo raccontare al mondo che Gesù non è un uomo del passato, ma che oggi vive in coloro che, come lui, rispondono al male con il bene, in coloro che, come lui, fermano su di sé la violenza e non la riversano sugli altri, ma la trattengono per la forza dell’amore, e non permettono che dilaghi oltre. Il cristiano, che agisce in questo modo, mostra al mondo di oggi il volto del Padre nostro che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, perché siamo tutti figli suoi ed egli desidera che siamo perfetti come è perfetto il Padre nostro celeste.
Proviamo a sollevare e fissare lo sguardo su Gesù Crocifisso e a lasciarci commuovere dal suo amore per noi. In quelle braccia spalancate possiamo riposare sicuri e trovare la forza di vivere come lui ha vissuto, fidandoci anche noi del Padre perché ci sentiamo figli amati.

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