Esercito e protezione civile cercano medici e infermieri

L’esercito italiano chiama nuove forze per combattere l’epidemia di Covid-19. È infatti stata indetta una procedura straordinaria (ai sensi dell’articolo 7 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18) di arruolamento per chiamata diretta con una ferma eccezionale della durata di un anno. Saranno arruolati 120 ufficiali medici, con il grado di tenente e 200 sottufficiali infermieri con il grado di maresciallo.
I cittadini italiani, aspiranti alla procedura dovranno essere in possesso, alla data dell’entrata in vigore del Decreto Legge 16 marzo 2020 di alcuni requisiti: non aver superato il 45esimo anno di età, essere in possesso del seguente titolo di studio: per i 120 posti da ufficiale medico la laurea magistrale in medicina e chirurgia e della relativa abilitazione all’esercizio della professione. Per i 200 posti da sottufficiale infermiere la laurea in scienze infermieristiche e della relativa abilitazione professionale.

Ieri intanto il ministro per gli Affari Regionali e Autonomie Francesco Boccia annunciando presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile l’avvio della procedura attraverso la quale sarà costituita la task force di 300 medici che opereranno a supporto delle strutture sanitarie regionali per l’attuazione delle misure necessarie al contenimento e contrasto dell’emergenza COVID-19. «I medici che operano contro il Coronavirus, soprattutto in Lombardia, sono in difficoltà e la risposta di coloro che si candideranno deve avvenire entro 24 ore perché domani l’avviso sarà chiuso», ha proseguito il ministro. «Sarà data priorità agli anestesisti ma il bando è aperto a tutti i medici, l’importante è far arrivare la propria candidatura nel più breve tempo possibile».
Questa operazione di “medici per la Protezione civile” è su base volontaria , ha concluso Francesco Boccia, e «sono sicuro che arriveranno tantissime domande».
«Si tratta di costruire una forma rapida di intervento», ha dichiarato il Capo Dipartimento Angelo Borrelli, «i medici che verranno selezionati si affiancheranno a quelli della sanità regionale e a quelli volontari che già stanno prestando la loro opera negli ospedali dove vengono accolti i malati di Coronavirus».
La partecipazione dei medici che saranno selezionati sarà obbligatoria per il datore di lavoro fatta eccezione per le strutture convenzionate per le quali la possibilità di far parte della task force avviene su base consensuale con il proprio datore di lavoro. La partecipazione prevede il rimborso delle spese di viaggio ed una indennità forfettaria per ciascuna giornata prestata. Le Regioni provvederanno alla sistemazione alloggiativa.

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