Emigrati col sogno del rientro: «Chi paga i tamponi?»

Attendono «con ansia e preoccupazione, ma anche con speranza, una ripresa in tempi brevi dei collegamenti con la Sardegna»,  ricordano con forza «quanto sia forte e crescente fra i nostri emigrati il bisogno di tornare nella propria terra di origine, fra i propri cari, nelle proprie case», registrano «il desiderio di tanti amici non sardi di avere notizie certe sulla possibilità di andare in vacanza in Sardegna nella imminente stagione estiva», ma a proposito di tamponi e “passaporto sanitario” pongono alcune semplici domande: «Sono rimborsabili e in che modo? Sono a carico della Regione? Ci sono piani precisi per accedere a fondi nazionali ed europei? Secondo quali procedure?». Interrogativi messi nero su bianco oggi da Serafina Mascia (originaria di Carbonia ma con radici oristanesi disterrada a Padova), presidente della Fasi (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), trentamila soci, settanta circoli sparsi in tutta Italia. E dalla Fasi riflettendo a ragion veduta di sicurezza sanitaria, trasporti e stagione turistica  dicono chiaramente che «senza la definizione di questi punti-chiave, temiamo che sarebbe molto difficile e complesso il rientro degli emigrati e l’arrivo dei turisti, che potremmo perdere per sempre». E quindi chiedono alla Regione in tempi brevissimi «maggiori chiarimenti su alcuni passaggi indispensabili», si legge in un documento diffuso oggi: «In primo luogo la comunicazione esplicita, univoca, della volontà di riaprire e le condizioni – che devono essere però fattibili – cui bisognerà sottoporsi.  Non solo per evitare ogni ipotesi di quarantena, ma per valutare possibilità, costi economici e convenienza della certificazione, del passaporto sanitario, della disponibilità dei tamponi, dei test sierologici».

Proprio la questione dei costi e dei rimborsi è decisiva perché  – fa notare la Federazione dei circoli degli emigrati sardi – «secondo i prezzi praticati in diverse regioni italiane, il costo di un passaporto sanitario per una famiglia di 4 persone si aggira attorno ai 500 euro (analisi sierologica 40 euro, tampone 80 euro), che rappresentano un pesante aggravio del costo del viaggio».  Serafina Mascia, inoltre torna a riporre l’urgenza di un permesso di ritorno per gli emigrati, per la manutenzione delle loro case nei paesi di origine e al mare e attende dalla Regione e dal Governo «indicazioni, insieme al Governo, sulle tappe di riapertura degli aeroporti di Olbia ed Alghero e precisazioni su quali protocolli di sicurezza verranno adottati, per accelerare la programmazione della riapertura dei porti con i protocolli necessari, unitamente alle compagnie di trasporto marittimo».

Nel comunicato della Fasi, inoltre, vengono messe nero su bianco le preoccupazioni si possibili aumenti delle tariffe aeree e marittime anche accusa dei limiti previsti per il numero dei passeggeri e per l’aumento del costo del carburante ecologico per le navi e chiedono l’estensione dei voucher vacanze anche per il viaggio, per le spese per la certificazione Covid-19.

«La Fasi e le sue associazioni – scrive Serafina Mascia (foto da tottusinpari.it) hanno necessità di indicazioni chiare per la promozione della Sardegna sul territorio peninsulare, per il nostro rientro estivo in Sardegna e per favorire il flusso turistico, di cui movimentiamo una quota importante. Ci appelliamo alla sensibilità del presidente della Regione per dare risposte celeri, prima che sia troppo tardi. C’è il rischio fondato che sia possibile muoversi fra le diverse  regioni in tutta Italia, salvo che arrivare in Sardegna. Sarà possibile andare, a Iesolo, Rimini, Viareggio, Sorrento, Tropea a basso costo, ma non al Poetto, Alghero, Santa Maria Navarrese, San Teodoro, Villasimius, Chia, Porto Pino, Buggerru, Torregrande, Bosa oppure Baunei o Cala Luna. Oggi, più che mai – conclude la presidente della Federazione delle Associazioni Sarde in Italiaper la drammatica situazione determinata dalla pandemia, la Sardegna ha bisogno assoluto di provvedimenti e di aiuti che abbattano i costi dell’insularità, a partire da quelli dei trasporti. Battaglia per la quale siamo a fianco della nostra Isola nel chiedere al Governo concretezza di interventi e certezza di aiuti».

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