Emergenza liste d’attesa nel dopo Coronavirus

NIEDDU ALLA “DIRE”: GOVERNO NON CI HA ASCOLTATI. FORTUNATI? ABBIAMO OPERATO BENE (DIRE) Roma, 3 giu. – «Diciamo che siamo abbastanza pronti. È chiaro che facciamo i conti con una macchina tarata su un milione e seicentomila abitanti e non per sopportare l’arrivo di milioni di turisti» come «in un periodo non di pandemia. Sarà una dura prova se dovesse esserci una recrudescenza, perché purtroppo le nostre strutture sono quelle e più di tanto non possono essere implementate, soprattutto in tempi così brevi». Risponde così l’assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, interpellato sull’arrivo dei turisti in occasione di un webinar sulla cronicità moderato dal direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone. «In questi giorni la Sardegna è stata al centro di polemiche perché il nostro presidente chiedeva un “di più di cautela” per gestire meglio la riapertura – ha proseguito Niedduma questo il governo non ha ritenuto di concedercelo. Quindi adesso abbiamo dovuto ripiegare su misure alternative; anche noi già abbiamo la nostra app regionale, sulla scorta di “Immuni”, già pronta da marzo. Faremo compilare un questionario e cercheremo di tenere sotto controllo, di tracciare ed eventualmente di testare al primo segnale di allarme i presunti contagi».

Nieddu fa quindi sapere che la Sardegna non ha «mai smantellato la macchina messa in piedi in questo periodo – ha aggiunto – e abbiamo strutture deputate a ricevere eventuali positivi portandoli via dalle strutture alberghiere». Ma la Sardegna può ritenersi una regione “fortunata” dal punto di vista dell’epidemia? «Su questo avrei qualcosa da obiettare – risponde l’assessore alla Sanità al direttore della Dire Perrone-. La fortuna aiuta gli audaci e in questo senso ci ha aiutato perché abbiamo operato bene. Ricordo che nella nostra Regione abbiamo preso delle misure che sono state anticipatrici rispetto a quelle messe poi in campo dal governo, mi riferisco per esempio agli ospedali Covid in esclusiva, per i quali sono stato tanto criticato perché erano privati. Abbiamo insomma attuato misure importanti per combattere la pandemia – ha concluso – quindi la fortuna c’entra fino ad un certo punto». (Cds/ Dire) 13:06 03-06-20 NNNN

NIEDDU ALLA “DIRE”: STOP CAUSA COVID, PRONTI RIVITALIZZARE TERRITORIO (DIRE) Roma, 3 giu. – «Abbiamo avuto la sfortuna che la pandemia ci è caduta tra capo e collo mentre partiva il nostro progetto di abbattimento delle liste d’attesa, su cui abbiamo investito ben 20 milioni di euro. Ricordo che la Sardegna paga in toto da sé le spese del sistema sanitario regionale, quindi si tratta di un investimento importante e sostanzioso per una Regione come la nostra». Così l’assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, intervenendo ad un webinar sulla cronicità moderato dal direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone. «Purtroppo mentre partiva il progetto è arrivato il Covid – ha proseguito Niedduquindi abbiamo dovuto distrarre le forze, pur scarne, che avevamo sul territorio e che avevamo cercato di implementare verso l’assistenza ai soggetti colpiti dal Covid». Adesso, però, la Regione Sardegna sta «rimettendo in pista questo progetto». E su questo, ha fatto sapere l’assessore alla Sanità, «abbiamo previsto che le Usca – (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) ci diano una grossa mano, tant’è che abbiamo chiuso un protocollo con il Sumai e con le associazioni di categoria degli specialisti ambulatoriali proprio per inserirli a pieno titolo all’interno delle Usca. Ovviamente ora speriamo che l’investimento fatto ci dia i frutti che auspichiamo – ha spiegato Niedduperché permetterà di mettere in campo un notevole numero di specialisti che potranno abbattere finalmente le liste d’attesa, che in questo periodo non si sono certamente assottigliate ma hanno anzi visto una crescita esponenziale, dal momento che i pazienti malati cronici non hanno avuto accesso alle cure durante l’emergenza». Ma Nieddu conta di «recuperare il tempo perduto, grazie anche per esempio anche a quelle figure, che dovrebbero essere implementate, come gli infermieri di famiglia e di comunità – ha sottolineato – per i quali stiamo prevedendo un apposito progetto di legge che andrà in discussione a breve insieme alla riforma del servizio sanitario regionale che ho preparato e che è già al vaglio della commissione Sanità del nostro Consiglio regionale. Insomma, stiamo cercando di rivitalizzare fortemente l’assistenza territoriale, perché é proprio nel nostro Dna», ha concluso l’assessore. (Cds/ Dire) 14:51 03-06-20 NNNN

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