Emergenza idrica, a Nuoro la maggioranza evita il voto

Alla fine fuori dalla discussione del Consiglio comunale di Nuoro convocato per discutere dell’emergenza idrica sono rimastifuori proprio le risposte ai problemi reali dei cittadini. Perché la maggioranza, stamattina, al termine dell’audizione dell’amministratore unico di Abbanoa Ambrogio Garau e del direttore generale Sandro Murtas, ha fatto mancare clamorosamente il numero legale evitando la votazione sull’ordine di giorno presentato da Paolo Fadda (foto in alto. https://www.ortobene.net/piano-protezione-civile-lemergenza-acqua-potabile/) che impegnava la giunta all’adozione di un protocollo stringente per evitare i problemi che ha affrontato la città nelle prime due settimane di luglio quando è mancata l’acqua per la rottura delle condotte, disagi accompagnate dalle mancate informazioni e dal sostegno a anziani e malati soli. Prima il sindaco Andrea Soddu ha tentato di convincere Fadda a ritirare la mozione, poi la maggioranza ha tentato di trascinare senza il voto l’argomento dopo le 14 (data fissata per la conclusione dei lavori) e quando Mara Sanna ha chiesto è ottenuto la prosecuzione del dibattito chiesto con Fausta Moroni una sospensione conclusasi col mancato rientro in aula dei consiglieri che sostengono il sindaco che ha costretto  presidente Fabrizio Beccu a dichiarare chiusa la seduta per mancanza del numero legale:

Particolarmente polemica, conoscendo la pacatezza el personaggio, la reazione di Paolo Fadda: «Che l’emergenza idrica a Nuoro non sia una fantasia dell’ opposizione è un dato incontrovertibile – si legge in una nota che l’interessato ha divulgato dopo la conclusione del Consiglio – credo l’abbia vissuto ogni cittadino quest’estate e che l’emergenza non sia finita ma che sia dietro l’angolo credo sia una sensazione percepibile a chiunque.  Così ho presentato una mozione da far votare al Consiglio Comunale che vincolasse il Comune a rivedere il suo piano di protezione civile, che chiedesse una maggiore e più capillare informazione, che facesse si che anche il disabile o l’ anziano avesse l’acqua a domicilio. Questa mattina prima che iniziasse il Consiglio Comunale dedicato all’ audizione dei vertici di Abbanoa fra slides e videoproiezioni che hanno detto tutto e niente, salvo qualche intervento di manutenzione, il sindaco nell’ andito a mezza voce, con lo stesso livello istituzionale con cui si può organizzare la squadretta di calcetto mi ha intimato di ritirare quella mozione “irrealizzabile” “non di competenza comunale” e non ultimo perché “tutta questa emergenza non c’è stata”. Al mio diniego ma alla proposta a limite di non votarla, tramite la sua capogruppo Moroni (la stessa che in conferenza capigruppo chiese che quella mozione diventasse mozione del Consiglio tanto era importante ed utile) ha chiesto una pausa dei lavori per poi non ritornare in aula e far mancare il numero legale. Rassicuro il sindaco e il suo sempre più stretto entourage (perché ormai non è più neanche una maggioranza ) – conclude Paolo Fadda che lo sgarbo non l’ha fatto a me, l’ha fatto alla città e a quegli impegni che grazie a quella mozione potevano essere presi soprattutto per i cittadini più vulnerabili».

La resa dei conti è però solo rimandata. Perché ora  a norma di regolamento – la mozione dovrà essere votata in seconda convocazione, come il Consiglio non può sfuggire alla richiesta presentata dal sardista Graziano Siotto che impegna il sindaco a attivare tutte le iniziative tecniche per mettere in condizione l’assemblea civica di valutare l’uscita del Comune di Nuoro dl gestore unico Per il resto la seduta è vissuta sulle rassicuranti spiegazioni tecniche dei vertici di Abbanoa, incentrate sui problemi della condotta adduttrice Nuoro-Mamoiada-potabilizzatore Janna ‘e ferru sembrate però – nonostante anche le rassicurazioni del sindaco Andrea Soddu – dalla realtà che vivono quotidianamente i cittadini, compresi i problemi di comunicazione sollevati anche dalla sardista Claudia Camarda: «Chi paga per le continue perdite?», domanda solo apparentemente provocatoria perché poco prima Ambrogio Garau, tra la perplessità della gran parte dei presenti, aveva sostenuto che « i cittadini tendenzialmente non pagano le bollette» con la Camarda a replicare che  se Abbanoa esiste è grazie proprio alla stragrande maggioranza di utenti che pagano le bollette.

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