Crisi acqua potabile: «Subito un piano d’emergenza»

Fare tesoro delle disfunzioni emerse a Nuoro in tre giorni di emergenza idrica e attivare immediatamente un piano di interventi in una città che per molto tempo continuerà ad essere condizionata dal rischio di rottura della condotta adduttrice. Sembra essere questa la filosofia che ispira il consigliere di opposizione Paolo Fadda che in una nota chiede al sindaco Andrea Soddu di convocare «un incontro urgente fra il Comune, la Protezione Civile e Abbanoa affinché si stabilisca e si metta nero su bianco un protocollo per la Gestione dell’emergenza a Nuoro sempre più frequente».

L’intervento dell’amministratore raccoglie le preoccupazioni della città: cosa succederà se si registra un guasto come quello di mercoledì scorso durante la festa del Redentore, è la domanda che si stanno ponendo molti baristi e ristoratori penalizzati dall’interruzione del servizio e soprattutto dalla mancanza di notizie che non permette di programmare l’attività. E se i sardisti in un’interpellanza stamattina hanno messo all’indice Abbanoa per i ritardi nei lavori da tempo annunciati e il sindaco per il silenzio sulla vicenda (https://www.ortobene.net/nuoro-senzacqua-sardisti-abbanoa/), Paolo Fadda, punta sui problemi contingenti, compresa l’insufficienza di una sola autobotte per 36 mila abitanti e i problemi di chi – anziani o malati – magari è impossibilitato a trasportare i bidoni per le scale: «Ancora una volta – scrive il consigliere comunale – non ha funzionato la comunicazione lasciando i cittadini, gli esercenti al tam tam di notizie rassicuranti. È fondamentale che ci si attivi con un sistema di sms attraverso i quali i la città vengao costantemente informata sullo stato del disguido e sui tempi certi del ripristino, ma è ancora più importante che si vari un piano di emergenza che in situazioni come quelle che che si sono create in questi giorni preveda un sistema di autobotti dislocate in più quartieri  e soprattutto a domicilio per gli anziani e i disabili, per particolari situazioni sociali che chiaramente non possono andare con il bidone a piazza Veneto. E con un piano di intervento a domicilio – conclude Fadda  per i pubblici esercenti, che hanno dovuto abbassare la serranda».