Ecco l’Agnello di Dio

Nella liturgia della parola di questa domenica si sente ancora l’eco della celebrazione del battesimo di Gesù. Infatti, la testimonianza di Giovanni Battista, che presenta Gesù come l’Agnello di Dio e il Figlio di Dio, avviene nella cornice del battesimo. Gesù era andato da Giovanni e, in fila come i peccatori, ultimo di tutti, riceve il battesimo. Solidale con tutti gli uomini, nel fiume Giordano non si vergogna di immergersi nell’acqua dove già tutti erano stati lavati e purificati, e si carica così il peccato del mondo.
Oggi il Signore ci mette davanti la missione di Giovanni e quella di Gesù. Giovanni ha piena coscienza della sua identità, è colui che prepara gli animi ad ascoltare la Parola di vita. Lui parla di Gesù, parla solo per rendergli testimonianza, non vuole che lo si scambi per Cristo, vuole solo che si sappia che è arrivata la pienezza dei tempi, che è in mezzo a loro Colui che tutti i profeti avevano annunziato. È il testimone che mostra al mondo Gesù, il Figlio di Dio, il Cristo, l’unto, colui che toglie il peccato del mondo. Giovanni annunciava il Messia, lo cercava, ma all’improvviso è Lui, Gesù, che viene incontro a Giovanni come dono di Dio libero e spontaneo. Succede anche a ciascuno di noi, che siamo sempre alla ricerca della verità, della vita, di qualcuno che possa renderci felici e, improvvisamente, ci viene annunciata la salvezza in Gesù e siamo presi per mano perché possiamo avere l’incontro con Lui. Giovanni riconosce colui che toglie il peccato del mondo, colui che prende su di sé il male, il mio, il tuo e quello di ogni uomo, prende tutto ciò che ci fa male, togliendolo a noi per renderci liberi e perché possiamo così lasciare scorrere in noi la vita di Dio, il bene, l’amore.
Giovanni ha visto lo Spirito scendere come una colomba, simbolo di candore, di tenerezza, di amore, e rimanere su Gesù, perché ora l’umanità, preparata da Giovanni, è pronta per ricevere colui che è l’Amore e che dona se stesso. La missione di Giovanni è compiuta, egli è venuto solo per dire: io l’ho visto e ho testimoniato che lui è il Figlio di Dio, è colui che il Padre genera da tutta l’eternità. Il suo compito è terminato, ora deve solo scomparire perché tutti vadano alla vera luce, la luce dell’amore misericordioso, il Figlio di Dio, l’Agnello che si piega sulla miseria umana e la rialza.
L’evangelista Giovanni, in questa pagina di Vangelo, definisce con chiarezza il testimone di sempre. La Parola viene detta per ciascuno di noi perché ci confrontiamo con essa. Anche noi siamo chiamati non a fare proseliti, ma ad essere solo una voce che grida in mezzo al caos dell’umanità e, con la nostra vita, indicare Gesù, sapendoci mettere da parte perché ognuno faccia l’incontro personale con Lui. Anche a Gesù è rivelata e confermata dal Padre la sua identità di Figlio amato, su di lui scende e rimane lo Spirito ed è Lui che immerge nello Spirito ed è lui che dobbiamo ascoltare. Oggi, ciascuno di noi è invitato a guardare l’Agnello di Dio e a lasciarsi penetrare dal suo sguardo che è amore.

© riproduzione riservata

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn