Si preannuncia tempesta sull'ospedale di Nuoro (ph Aurelio Candido)
Ecco la realtà del San Francesco
Sanità. La situazione dell’ospedale nuorese reparto per reparto
di Francesco Mariani

24 Gennaio 2023

7' di lettura

Nuoro - Nuoro – Dopo aver consultato medici, infermieri, pazienti e personale vario; dopo aver effettuato dirette verifiche sul campo; ci ritroviamo con questa radiografia del principale ospedale del Centro Sardegna. Non ci siamo fidati di comunicati stampa, interviste a dirigenti o dei sentito dire. Abbiamo verificato il reale stato della situazione e ne viene fuori il seguente quadro, sintetizzato per motivi di spazio. 

Le Unità Operative

Geriatria. Gravissima carenza di personale medico e infermieristico, grave carenza di posti letto (20 sulla carta, oltre 40 pazienti che sostano negli anditi e negli ambulatori, a volte in barella in attesa di posto letto).

Medicina. Carenza di personale medico e di posti letto (20 sulla carta, oltre 30 pazienti presenti).

Malattie infettive – Reparto Covid. Gravissima carenza di personale medico, a gestione prevalentemente infermieristica. La notte guardia interdivisionale tra tre reparti posizionati in tre piani diversi per cui un unico medico si deve occupare di oltre 80-90 pazienti, e nuovi ricoveri dal Pronto Soccorso. 

Chirurga generale. A rischio chiusura a breve per la gravissima carenza di personale medico dovuta a recenti dimissioni, maternità non sostituita, trasferimenti in altre sedi a causa delle sfavorevoli condizioni di lavoro. Nel fine settimana non sono garantite le urgenze differibili (i pazienti stabili che hanno necessità di interventi chirurgici differibili, per esempio un’appendicite, devono essere trasferiti c/o altro ospedale) per mancanza di medici reperibili; liste d’attesa infinite per interventi programmati (per esempio ernie inguinali) per cui i pazienti devono rivolgersi ad altri ospedali.

Ortopedia. Gravissima carenza di personale medico. Gli unici rimasti non riescono più a garantire il servizio h 24 ma esclusivamente h 12 (dalle ore 8 alle 20); nessun medico reperibile la notte per nuove urgenze/emergenze ortopediche (prima era h 24, 7 giorni su 7). 

Urologia. Gravissima carenza di personale medico. Gli unici medici rimasti non riescono più a garantire il servizio h 24 ma esclusivamente h 12 dal lunedì al venerdì (dalle ore 8 alle 20); nessun medico reperibile la notte e nei fine settimana (sabato, domenica e festivi) per nuove urgenze/emergenze urologiche che necessitano di accesso in sala operatoria per impossibilità ad avere il secondo operatore, quindi i pazienti devono essere trasferiti c/o altro ospedale (prima era h 24, 7 giorni su 7).

Nefrologia. Gravissima carenza di personale medico: prima servizio h 24 adesso h 12 (8-20, 7 giorni su 7); medico reperibile la notte, oltre che per il proprio reparto, solo per nuove emergenze dialitiche; non reperibile per nuove urgenze differibili.

Endoscopia digestiva. Prima che ci fosse il depotenziamento del servizio, l’attività era così distribuita: 2 sale operative la mattina; 1 sala operative la sera; Ercp (Colangio-pancreatografia endoscopica retrograda); screening; Servizio h 24, 7 giorni su 7.
Ad oggi, a causa della carenza di personale, soprattutto infermieristico e medico, la nuova attività è così distribuita: 1 sala operativa al mattino; 1 sala operativa al pomeriggio; sospensione di Ercp (procedura che adesso viene svolta negli ospedali di San Gavino, Sassari e Cagliari con necessità di trasferire ogni paziente con incremento dei tempi d’attesa). Servizio h 12 dal lun-ven (dalle ore 8 alle 20); nessun medico reperibile la notte e nei fine settimana (sabato, domenica e festivi) per urgenze/emergenze digestive (per esempio un sanguinamento delle alte vie digestive dev’essere trasferito in emergenza c/o altro ospedale con gravi rischi per la vita del paziente). Sospensione screening; non più garantita la prevenzione! Liste d’attesa infinite o bloccate per l’esecuzione di colonscopie. 

Ginecologia – Ostetricia. Gravissima carenza di medici, che lavorano su tre reparti: ginecologia, ostetricia e sala parto, più pronto soccorso ostetrico e ginecologico h 24. 

Psichiatria. Carenza di personale medico.

Radiologia. Grave carenza di personale medico e tecnici con difficoltà a garantire tutti i servizi h 24 tra cui la Risonanza Magnetica e un servizio essenziale salvavita come l’Angiografia che da h 24 è passato ad h 6 (dalle ore 8 alle 14) per la presenza di un unico medico operativo, quindi il servizio viene sospeso quando questo è assente per ferie, malattia o congedo. Questo significa che i pazienti con ictus ischemico che hanno necessità di tale trattamento devono essere trasferiti c/o altro ospedale con conseguente perdita di tempo prezioso per la vita e gli eventuali esiti di quel paziente. Altro compito importantissimo dell’Angiografia in emergenza è il blocco di un sanguinamento attivo sia traumatico che spontaneo che mette a rischio, se non si interrompe, la vita stessa del paziente. Questo comporta il dover trasferire c/o altro ospedale con elevatissimo rischio di morte. Infinite liste d’attesa o liste bloccate per l’esecuzione di mammografie, Rmnn (Risonanza magnetica nucleare), Tac (Tomografia assiale computerizzata). 

Pediatria. Gravissima carenza di personale che deve occuparsi del reparto, della Tin (Terapia intensiva neonatale) e pronto soccorso pediatrico. 

Laboratorio analisi. Gravissima carenza di personale medico. 

Centro trasfusionale. Gravissima carenza di personale medico, nessun medico di guardia la notte reperibile per urgenze non differibili.

Pronto soccorso. Gravissima carenza di personale medico strutturato (solo 2 medici per turno). Questo comporta un inammissibile ritardo nella presa in carico e gestione dei pazienti con codici maggiori (soprattutto codici gialli che aspettano anche 12 ore prima di essere visitati dal medico a fronte di una presa in carico stimata di 30 minuti); utilizzo la notte dei cosiddetti “medici a gettone”, strapagati, che vedono solo codici minori (verdi e bianchi) non avendo le competenze in ambito di emergenza/urgenza per occuparsi dei codici maggiori (si tratta perlopiù di stranieri appena laureati o medici di base in pensione) con il paradosso che i codici verdi vengono visitati prima dei codici gialli. Questo vuol dire che l’arrivo contemporaneo di più codici rossi è gestito da un unico medico con gravi rischi per la vita dei pazienti. 
Sala d’attesa sovraffollata di pazienti, soprattutto la notte, in attesa dalle h 8 di visite ortopediche, urologiche, nefrologiche, endoscopia digestiva, angiografia che sostano in Pronto soccorso perché non dimissibili e perché non hanno concluso l’iter diagnostico terapeutico che si aggiungono ai pazienti già presi in carico e quelli ancora da visitare. 
Lo stesso medico del Pronto soccorso si deve inoltre occupare dell’Obi (Osservazione breve intensiva) che conta di 6 posti letto monitorizzati.

Presa in carico dei pazienti 
Mancanza di un chiaro percorso,formalizzato con le altre Aziende Sanitarie, al fine di una rapida presa in carico dei pazienti (dal Pronto Soccorso e altre Unità Operative) che non possono essere trattati nel nosocomio del San Francesco (a causa dei servizi h 12 o h 6 sopracitati) con allungamento dei tempi di gestione degli stessi e degli altri in attesa di visita, in quanto il medico di guardia, quando non presente il bed manager, si deve occupare di trovare un posto letto presso altro ospedale, procedura che comporta anche alcune ore.

Gli organici sottodimensionati
In alcune Unità Operative anche di 1/3(!). In tutte le Unità operative e Servizi depotenziati determinano in tutti i professionisti una condizione di stress-lavoro correlato e rischio medico-legale elevato oltre a non essere più garantiti i livelli essenziali di assistenza. Tant’è che molti stanno pensando, come unica soluzione, al licenziamento che andrebbe ulteriormente ad aggravare un sistema già fallace.

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