Ecco, io vengo

«Svegliati, o uomo: per te Dio si è fatto uomo… Prepariamoci a celebrare in letizia la venuta della nostra salvezza, della nostra redenzione; a celebrare il giorno di festa in cui il grande ed eterno Giorno venne dal suo grande ed eterno giorno in questo nostro giorno temporale così breve» (S. Agostino, Discorso 185).
Finalmente ci siamo! È finito il conto alla rovescia: Colui che aspettiamo, eccolo, viene. Domani notte faremo nostro, nel salmo responsoriale, il canto degli angeli a Betlemme: Oggi è nato per noi il salvatore del mondo.
Il grido accorato del Marana tha ( Vieni, Signore Gesù), che ha risuonato in tutto questo periodo di Avvento, è giunto al suo compimento: il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi… in mezzo ai suoi.
Maria è l’Arca santa di Dio e grazie al suo Eccomi tutto questo si realizza veramente. Come Elisabetta e il piccolo Giovanni esultiamo e sussultiamo di gioia, stupiti e grati che un così grande dono venga a noi, entri nell’umile casa della nostra vita. Il Signore Gesù ce lo ha dimostrato: non disdegna la piccolezza, anzi! Le sue origini sono in Betlemme, così piccola fra i villaggi di Giuda. Egli discende da Davide, il pastorello ultimo di sette figli e quasi dimenticato dal suo stesso padre, ma non da Dio. Nasce in una povera grotta ed è posto in una mangiatoia.
O Dio, che hai scelto l’umile figlia di Israele per farne la tua dimora… (Colletta alternativa). Il Natale ci ricorda che ciascuno di noi può e deve essere dimora di Dio. Unica condizione necessaria è l’umile fede di chi non confida nell’uomo, in se stesso, ma in Dio e a lui continuamente ripete il suo fiat… Ecco, io vengo per fare la tua volontà.
Così potrà sentire rivolta a sé la benedizione/beatitudine: E beata colei (beato colui)che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le (gli) ha detto.
Il brano evangelico odierno ritrae una scena di una delicatezza infinita: l’Eccomi, pronunciato da Maria all’annuncio dell’angelo, diventa il correre premuroso di chi vuole contemplare le grandi cose che Dio compie nella vita degli altri. È l’incontro di due madri, di due donne graziate da Dio e il frutto del loro grembo è “semplicemente” un dono di Dio. Due madri benedette dalle creature che portano in seno, dalla fede in Colui che realizza le promesse di bene fatte al suo popolo (cfr. prima lettura della I domenica di Avvento) e si ricorda sempre della sua alleanza, come canta Zaccaria dinanzi al provvidenziale dono del figlio Giovanni. Nella visita di Maria ad Elisabetta è già Natale: il canto degli angeli è anticipato dall’anziana cugina e dalla danza di gioia del bimbo che porta in sé.
Chiediamo al Signore di ricolmarci della grazia dello Spirito Santo per saper riconoscere la sua venuta e la sua presenza in mezzo a noi: «Si invoca, si aspetta, si desidera che venga. Che egli dunque trovi persone rivolte a lui» (S. Agostino, Commento al salmo 79).
Buon Natale e buon anno nuovo.

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