È compiuto!

«È sorto per noi, fratelli, il lieto giorno in cui la santa Chiesa rifulge agli occhi dei credenti e arde nei loro cuori. Celebriamo proprio quel giorno in cui il Signore Gesù Cristo, glorificato con l’ascensione dopo la risurrezione, mandò lo Spirito Santo» (S. Agostino, Disc. 271).
Oggi la Chiesa, e in essa ciascun fedele, celebra il suo giorno natale, il giorno in cui lo Spirito di Dio ha dato vita ad una nuova creazione.
«Gesù disse: “È compiuto!”. E, chinato il capo, consegnò lo spirito » ( Gv 19,30). Nel Vangelo di Giovanni, Pasqua-Ascensione-Pentecoste coincidono nel momento dell’innalzamento di Gesù sulla Croce e poi della morte.
È vero che poi apparirà vivo e risorto agli Undici e, alitando su di loro, donerà lo Spirito Santo (è il Vangelo che leggiamo nell’anno A – Gv 20,19-23), ma già in Croce porta a compimento la sua missione di salvezza.
La prima lettura esordisce dicendo che stava compiendosi il giorno della Pentecoste. La Pentecoste ebraica era la festa annuale che celebrava l’alleanza stipulata tra Dio e il popolo sul monte Sinai attraverso il dono della legge, cinquanta giorni dopo l’uscita dall’Egitto.
La Pentecoste cristiana riprende tutto questo e lo porta a compimento: lo Spirito Santo è la nuova Legge (dell’amore), non scolpita su dure tavole di pietra, ma incisa nei nostri cuori con il sigillo della grazia di Dio. Lo Spirito, vivificandoci dal di dentro, ci fa nuove creature. Egli abita in noi, ci rende figli di Dio, suo tempio santo, ed è proprio grazie a lui che gridiamo: «Abbà! Padre!» (seconda lettura). Egli ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede (Prefazio), abbattendo quel muro di separazione e di incomprensione che ha fatto della Terra una Babele di inimicizia, di rivalità e di sopraffazione.
Il dono dello Spirito non solo ci rende figli di Dio, ma ci fa partecipi della comunione d’amore trinitaria (vedremo meglio domenica prossima): con il Padre e il Figlio dimora in noi e ci dà la capacità – cioè la grazia – di conformarci alla volontà di Dio, di amarlo così come siamo, con tutto noi stessi e di essergli testimoni nelle circostanze quotidiane della nostra vita.
Gesù ci dona lo Spirito perché rimanga con noi per sempre, confermandoci con il sigillo impresso nella nostra mente e nel nostro cuore, attraverso il segno dell’unzione con il sacro crisma, nel giorno della Cresima. Quest’olio profumato ci ricorda che noi siamo buon profumo di Cristo e dobbiamo portare ovunque la bellezza della vita di fede, testimoniando che apparteniamo al Signore Gesù, datore di vita e di salvezza.
Forse non siamo grati abbastanza di questo grande dono; forse non ne comprendiamo appieno l’inestimabile valore. Lo Spirito, effuso nei nostri cuori, è quello che ci rende somiglianti a Dio. È quella scintilla divina che circola in noi, ci anima e ci vivifica.
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce… Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo… O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli(Sequenza).

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